Conte da Mattarella
Conte da Mattarella

Roma, 20 gennaio 2021 - E adesso? La domanda è proprio questa dopo la maratona elettorale che in due giorni ha portato il premier Giuseppe Conte a incassare la doppia fiducia del Parlamento che gli consente di rimanere in sella. In zona cesarini anche il Senato con i 156 si, i 140 no e i 16 astenuti di Italia Viva - scelta che Matteo Renzi, dicono i maligni, ha adottato per evitare di spaccare i suoi divisi sul da farsi - ha rinnovato il suo appoggio con tanto di "sigillo" del Var, che ha fatto il suo debutto a palazzo Madama per fugare gli ultimi dubbi come nelle più convulse azioni in area di rigore. Interrogativi che invece rimangono sul tappeto soprattutto sul fronte politico.

Perchè se Conte ha superato la burrasca parlamentare, dopo il doppio passaggio si ritrova con un governo indebolito senza una maggioranza assoluta (non si è superata quota 161), come invece si era auspicato il presidente della Repubblica nel suo appello alla vigilia del doppio passaggio elettorale. Il governo ha retto ma appunto appare "azzoppato" e  così dopo aver rintuzzato il blitz "renziano", adesso il premier dovrà rimettere al centro il progetto politico che sostenga una maggioranza ancorché indebolita. Ecco perchè forse già in giornata il premier potrebbe già salire al Quirinale per una visita di cortesia a Mattarella per fare il punto della situazione. Il primo passo, lo dice proprio la Costituzione, spetta al premier a cui ora tocca individuare la possibilità di mantenere inalterato il suo progetto politico.

Serve una "rotta" sicura  che sappia dare risposte a quello che ci chiede l'Europa entro il mese prossimo: come allocare l'enorme quantità di risorse del Recovery Fund.  Ma anche tutte quelle riforme che dovrebbero rendere più moderno un Paese, quelle riforme che lo stesso Mattarella invoca da tempo, prima ancora delle "picconate" renziane. Altrimenti il Paese appunto rischia ancora una volta di rimanere invischiato nelle logiche di palazzo, in una sterile caccia a responsabili, aalla racciolta  "salvagenti" dell'ultima ora perdendo di vista l'obiettivo più alto. Serve appunto una rotta sicura, al di là degli inevitabili "trasformismi" per dare un progetto serio a un Paese che vuole uscire dal pantano della pandemia e rilanciarsi con coraggio nel futuro. Altrimenti il fronte degli scontenti crescerà e il governo Conte si esporrà sempre di più agli attacchi d'ora in poi più difficilmente rintuzzabili.