Pavia, 6 agosto 2018 - Per la locomotiva, la preoccupazione è di un rallentamento; l’ultimo vagone addirittura arretra, anche se di poco. Nell’analisi della congiuntura economica lombarda, con i dati del secondo trimestre, per la produzione industriale si registra un rallentamento della crescita, con un incremento congiunturale dello 0,3%, in sensibile decelerazione rispetto al +1,1% dei primi 3 mesi dell’anno. Ma, su base annua, c’è comunque un aumento del 3,9%, in linea con la variazione del trimestre precedente (+3,7%). Nella tabella relativa alle variazioni tendenziali della produzione industriale suddivisa per provincia, Pavia è l’unico segno meno: -0,2%. Una distanza di oltre 4 punti rispetto al +3,9% regionale, anche se l’entità del -0,2% è di fatto quasi stazionaria più che in calo. Comunque un rallentamento più accentuato rispetto agli altri territori lombardi, anche in raffronto alla timida crescita (+0,6%) del primo trimestre dell’anno. Una frenata rispetto al +1,6% della fine del 2017, quando comunque la crescita media regionale era stata del 3,7%, ma Pavia s’era tolta, anche se di poco, dall’ultimo posto tra le province lombarde (lasciato a Como).

"L'economia della nostra provincia è la più sofferente di tutta la Lombardia" ammette Nicola de Cardenas, presidente di Confindustria Pavia. Una situazione purtroppo non nuova, ma alla quale gli operatori stanno da tempo cercando di reagire. E se l’analisi congiunturale a livello regionale porta gli economisti a soffermarsi sul raffronto con gli altri motori d’Europa e con la media nazionale, a livello locale non si può nascondere che, rispetto agli altri territori lombardi, quello di Pavia sta pagando il prezzo di carenze infrastrutturali. Il presidente de Cardenas lo aveva fatto presente il 25 giugno, al Tavolo per la competitività della provincia riunito da Regione Lombardia, alla presenza del ministro pavese Gian Marco Centinaio. "Le nostre strade e i nostri ponti - ribadisce - sono un’emergenza. Per prima cosa deve essere confermata la road map per il finanziamento del progetto del nuovo ponte della Becca. Dobbiamo investire sui servizi per il trasferimento tecnologico dall’ateneo pavese alle imprese del territorio. E vanno sostenute le principali filiere: packaging, scarpa, oil&gas, agroindustria e salute".