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14 giu 2022

Pavia, svelati gli affreschi restaurati nella volta di San Michele

La scoperta: l’incoronazione rappresentata sarebbe quella di Costantino e non del Barbarossa

14 giu 2022
manuela marziani
Cultura
Da sinistra, il presidente Vittorio Vaccari e l’architetto Carlo Bergamaschi (Torres )
Il presidente Vittorio Vaccari e l’architetto Carlo Bergamaschi
Da sinistra, il presidente Vittorio Vaccari e l’architetto Carlo Bergamaschi (Torres )
Il presidente Vittorio Vaccari e l’architetto Carlo Bergamaschi

Pavia - L’uomo, inizialmente individuato in Federico Barbarossa, incoronato imperatore proprio nella chiesa di San Michele, potrebbe invece essere l’imperatore Costantino. È questa la sorpresa più importante emersa nel restauro da poco concluso alle volte della basilica, gioiello dell’arte romanica in Lombardia, una chiesa nota in tutto il mondo.

"Tra le scoperte più importanti, abbiamo individuato un affresco che ritrae l’incoronazione di un imperatore che avviene proprio a San Michele – ha precisato Carlo Bergamaschi, direttore dei lavori di restauro -: da sempre si attribuiva quell’incoronazione al Barbarossa ma nel cartiglio trovato appena sotto l’affresco si legge chiaramente ‘Constantinus’, chiaro riferimento all’imperatore Costantino". Il lavoro ha interessato la volta a crociera sopra il presbiterio e quella della navata centrale.

Sorprendenti le scoperte fatte dai restauratori: "Abbiamo rinvenuto affreschi dai colori vivi, brillanti e in diversi punti conservati alla perfezione – ha commentato Vittorio Vaccari, presidente dell’associazione “Il Bel San Michele onlus“ che dal 2011 si occupa della valorizzazione della basilica –. Vogliamo fare di San Michele un polo religioso e culturale di prim’ordine, recuperando anche i camminamenti di servizio che collegano internamente diverse aree della basilica e rendendoli finalmente percorribili per tutti i visitatori, oltre a realizzare una nuova illuminazione che valorizzi la bellezza della basilica". L’obiettivo è consegnare alle generazioni future un monumento, lasciatoci in eredità dai nostri padri. I visitatori rimarranno stupiti dai colori brillanti che troveranno alzando gli occhi verso le volte, che sono tornati a rivelarsi dopo un attento lavoro di descialbatura che li ha liberati dagli strati pittorici che li coprivano; proprio il cromatismo dei dipinti era una caratteristica per cui la basilica era famosa in antichità. I lavori a San Michele proseguiranno nei prossimi mesi e insisteranno sulla pulitura delle volte e sull’apertura al pubblico dei percorsi inframurari.

 

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