Voghera (Pavia) -  «Rimane incerto il momento in cui la pistola è stata estratta dalla tasca". Lo ammette il gip Maria Cristina Lapi nell’ordinanza di convalida dell’arresto e applicazione di misura cautelare (ai domiciliari), nel procedimento a carico del 47enne Massimo Adriatici, l’assessore comunale alla sicurezza accusato di eccesso colposo di legittima difesa per la morte del 38enne marocchino Youns El Boussetaoui, ucciso da un colpo di pistola martedì scorso in piazza Meardi a Voghera.

Nelle carte dell’inchiesta ci sono discordanze tra le versioni dei testimoni e dell’indagato. Se però per il momento dello sparo - anche per il "non ricordo" col quale l’indagato ha modificato nell’interrogatorio davanti al gip la prima versione fornita al pm sul colpo partito accidentalmente forse durante la caduta - il giudice ritiene attendibili i tre testimoni che concordi hanno visto sparare Adriatici quando era già a terra dopo l’aggressione, per il momento in cui ha estratto la pistola "sembra verosimile quanto dichiarato sul punto dall’indagato", che però non coincide con quello che hanno visto i testimoni. Lo aveva chiesto ad Adriatici anche il sostituto procuratore Roberto Valli nel primo interrogatorio: "Dalle dichiarazioni dei testi risulterebbe che lei abbia estratto l’arma soltanto una volta caduto a terra e che avesse quindi fatto fuoco verso il cittadino nordafricano (si dà lettura delle dichiarazioni rese dai testi nella parte d’interesse). È sicuro che il colpo sia partito accidentalmente?".

La risposta di Adriatici: "Sì ne sono sicuro sulla base di due considerazioni. La prima discende dal fatto che sono certo di avere estratto la pistola dalla tasca dei miei pantaloni già nel momento in cui ho visto il soggetto avvicinarsi verso di me in modo minaccioso. Quando gli ho detto ‘arriva la polizia’ invitandolo a tranquillizzarsi, avevo appena estratto la pistola, tenendola verso il basso con il braccio parallelo alla mia gamba destra e limitandomi a fare una lieve torsione del polso affinché vedesse la pistola. La seconda considerazione è legata al fatto che se avessi avuto la pistola ancora all’interno della tasca anteriore destra dei jeans che sto indossando, la sua estrazione da terra sarebbe stata impossibile o quantomeno difficoltosa (...)".

I testi vengono risentiti per chiarire. La ragazza precisa: "Non ho notato quando estraeva la pistola (...). Ho notato l’arma solo successivamente". Il secondo testimone: "Non ho visto l’attimo preciso in cui l’italiano ha estratto la pistola dalla tasca". Il terzo teste: "Dopo che era finito a terra vedevo che in mano a quest’uomo compariva una pistola". Un aspetto che potrà essere chiarito dalla perizia disposta per migliorare le nitidezza del video agli atti.