Claudio Rampini, 63 anni, al centro con il giubbotto all’uscita dal Tribunale
Claudio Rampini, 63 anni, al centro con il giubbotto all’uscita dal Tribunale

Canneto Pavese (Pavia), 25 gennaio 2020 - Ha detto al Gip di Pavia di essere estraneo ai fatti che gli vengono contestati, riferendo che non aveva compiti dirigenziali nella cantina. Claudio Rampini, sessantatré anni, mediatore vitivinicolo, è agli arresti domiciliari con le accuse, come gli altri indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla cantina sociale di Canneto Pavese, di aver ordito frodi in commercio per mettere sul mercato vino scadente spacciandolo come pregiato Doc o Igt.

La stessa inchiesta ha portato ai domiciliari anche Alberto Carini, quarantasei anni, presidente della cantina, Carla Colombi, sessantacinque anni, vicepresidente, Aldo Venco, sessantacinque anni, enologo già vice presidente di Assoenologi Lombardia-Liguria (e, nel 2017, cavaliere del lavoro), Massimo Caprioli, cinquantotto anni, enologo, mentre hanno l’obbligo di firma due produttori di Borgo Priolo e Santa Maria della Versa, C. F., quarantuno anni e D. O., quarantanove anni. Rampini è stato interrogato ieri mattina dal Gip di Pavia. Assistito dai legali Marco Casali e Realdo Filippo Frattoni, ha scelto di rispondere alle domande del giudice, spiegando la sua versione dei fatti. Ha raccontato che lui non si occupava della parte relativa alla produzione del vino, ma che facendo il mediatore aveva la mansione di mettere in contatto la cantina con i compratori di vino, per intrattenere rapporti commerciali. Dunque, ha spiegato Rampini al Gip, non occupandosi della produzione non poteva sapere come veniva fatto materialmente il vino, si occupava solo di mediare con le aziende interessate all’acquisto.

Per il momento Rampini resta ai domiciliari, non è stata chiesta una misura alternativa o la rimessa in libertà: non è escluso che la richiesta venga avanzata nei prossimi giorni dai suoi legali. Ieri invece hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere Caprioli e il 49enne D.O. Martedì sarà la volta del presidente della cantina, Carini, che assistito dall’avvocato Giovanni Benedini di Cremona affronterà l’interrogatorio davanti al Gip di Pavia, scegliendo se rispondere alle domande o avvalersi della facoltà di non rispondere.