Broni, cantine Terre d'Oltrepo
Broni, cantine Terre d'Oltrepo

Pavia, 4 novembre 2021 - "Nei nostri vini non ci sono sostanze proibite". Queste le parole del presidente del colosso Terre d’ Oltrepo, Andrea Giorgi, dopo che è pervenuto il responso dell’analisi di revisione sul vino (Pinot nero vinificato in rosso annata 2018) sequestrato nel marzo scporso per una presunta vicenda di "vino adulterato". L’analisi di revisione è stata eseguita da tecnici del Ministero dell’Agricoltura a loro volta incaricati dalla Procura della Repubblica di Pavia. 

"E’ la conferma di quello che l’azienda va dicendo dall’inizio dell’indagine" hanno sottolineato da Terre d’ Oltrepo. "Già con lo spumante Metodo Classico – ha aggiunto il presidente Giorgi - l’esito era stato identico, dato che le analisi eseguite per conto della Procura sulle bottiglie sequestrate in cantina non avevano rilevato la presenza delle famose diglicerine cicliche. Le analisi di revisione in contraddittorio sono state fortemente volute da noi e dai nostri difensori, nella coscienza che nel nostro vino queste sostanze non entrano. Ringraziamo la Procura per avere accolto la nostra richiesta di ripetere le analisi".

"Speriamo si chiuda un breve ma doloroso capitolo nella storia della Cantina e dell'Oltrepò - ha continuato il presidente Giorgi -. I nostri difensori hanno chiesto al pubblico ministero l'archiviazione del procedimento penale in corso, visti i risultati delle analisi. Da questa esperienza in ogni caso abbiamo imparato molto e abbiamo tratto nuova forza per guardare al futuro nell'interesse dei nostri soci e del nostro territorio. Continueremo a migliorare le nostre procedure di controllo interno ed esterno a tutela dei nostri clienti".