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21 giu 2022

Vincenzo Bertè scagionato per il rogo doloso alla discarica

Non luogo a procedere perché è già imputato in un altro processo sempre per incendio ma colposo

21 giu 2022

Il Collegio del Tribunale di Pavia ha emesso sentenza di non doversi procedere per Vincenzo Bertè, già amministratore della Eredi Bertè, per incendio doloso in relazione al rogo del settembre 2017 alla discarica di via Fermi a Mortara. La decisione è stata presa accogliendo l’istanza dei difensori Raffaele Della Valle, Donatella Rapetti e Perla Sciretto: Bertè infatti è già a processo per incendio, ma colposo, dal giudice monocratico. Nel processo collegiale resta quindi imputato per gli altri reati, tra cui la bancarotta, insieme a Vincenzo Ascrizzi e Andrea Carlo Biani.

Il processo davanti al Collegio proseguirà il 14 luglio; quello dal giudice monocratico riprenderà a settembre con l’audizione del perito della Procura. Ieri i giudici hanno accolto la costituzione di parte civile di Fallimento Eredi Bertè, Comune di Mortara, Legambiente, Associazione Futuro Sostenibile in Lomellina, Azienda Servizi Mortara Spa e AS Mare. Commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia: "Essere parte civile ci permetterà di seguire da vicino tutte le fasi di questo importante procedimento penale, rappresentando le istanze dei nostri soci e più in generale della cittadinanza che assiste con estrema preoccupazione a questo tipo di disastri ambientali".

Nicoletta Pisanu

© Riproduzione riservata

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