Polizia postale
Polizia postale

Pavia -  All’iniziale accusa di detenzione di materiale pedopornografico, si sono aggiunte quelle per la realizzazione di due video con le nipotine di meno di 10 anni, con anche il compimento di atti sessuali. Il responsabile è un 22enne, originario del Brasile, residente in un piccolo centro nella provincia di Pavia. Ora è detenuto nel carcere pavese di Torre del Gallo, in applicazione della misura cautelare disposta dal Gip di Pavia dopo l’udienza di convalida. Nei giorni scorsi era scattata la perquisizione, effettuata dalla polizia Postale di Pavia su delega della Procura di Milano, nell’abitazione del sospettato, che aveva avuto esito positivo, facendo scattare l’immediato arresto.

Sequestrati il telefono cellulare e due memorie esterne, con in totale oltre 500 file "a contenuto – scrive il Gip nell’ordinanza – esplicitamente e, sia consentito il rilievo, anche crudemente pedopornografico". Una gran quantità di file multimediali, sia fotografie che video, con "minori di diverse etnie, tutti in tenerissima età, impegnati in attività sessuali tra loro o più sovente con adulti, oppure in posa completamente nudi e con le parti del corpo sessualmente più caratterizzanti ostentatamente in vista".

Sullo smartphone dell’indagato era memorizzata una chat, creata da lui stesso, sulla quale erano salvati due video, realizzati proprio da lui lo scorso dicembre. Protagoniste dei due filmati le nipotine dell’arrestato, di soli 7 e 8 anni, che vivono nella stessa casa, approfittando di un momento in cui i genitori erano usciti. Esaminando il materiale, alla presenza dell’indagato, ha ammesso le proprie responsabilità, cercando di attenuare la crudezza delle immagini e spiegando che per il primo video la bambina stava dormendo e non si sarebbe accorta dell’atto sessuale da lui compiuto. E, per il secondo video, sarebbe stato filmato di nascosto mentre l’altra nipotina era in bagno e anche in questo caso non si sarebbe accorta di essere stata ripresa. Gli stessi poliziotti che avevano effettuato la perquisizione nell’abitazione hanno riconosciuto l’appartamento nelle immagini. Nell’interrogatorio reso in fase di udienza di convalida, l’indagato ha ribadito l’ammissione sia della detenzione dei moltissimi file memorizzati sia la produzione dei due video, uno anche diffuso sulla chat.