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25 lug 2022
25 lug 2022

Val di Nizza, scorte d’acqua in vasca per non impoverire i fiumi

In Oltrepò al via i lavori per il primo bacino di raccolta idrica in un frutteto Istituzioni, università e privati in campo per trovare alternative alla siccità

25 lug 2022
Simone Rolandi, titolare dell’azienda agricola “La Valle della Frutta“
Simone Rolandi, titolare dell’azienda agricola “La Valle della Frutta“
Simone Rolandi, titolare dell’azienda agricola “La Valle della Frutta“
Simone Rolandi, titolare dell’azienda agricola “La Valle della Frutta“

Val di Nizza (Pavia), 26 luglio 2022 -   Non è una risposta dai tempi immediati per l’ emergenza siccità di quest’estate, ma è uno degli interventi che in prospettiva saranno sempre più necessari per l’agricoltura, anche in Oltrepò pavese. Inizieranno a ottobre i lavori per la realizzazione di un bacino di raccolta idrica, il primo in terra oltrepadana, nel territorio montano di Val di Nizza, su un terreno dell’azienda agricola La Valle della Frutta di Simone Rolandi. E potrebbe essere il primo di una serie che dovrebbe proseguire dopo questo primo esempio, nato dalla collaborazione tra il privato e una serie di partner pubblici.

Coinvolti nel progetto ci sono infatti la Provincia di Pavia (ente capofila), l’Università di Pavia, il Sistema museale Oltrepò pavese, Ersaf e la Fondazione Sviluppo Oltrepò pavese, ai quali si aggiunge Fondazione Cariplo come ente finanziatore del progetto Oltrenatura, finalizzato proprio alla costruzione di bacini idrici artificiali che, con la disponibilità degli agricoltori, saranno posizionati nei frutteti e verranno utilizzati sia come ausilio all’irrigazione sia come luoghi di riproduzione e rifugio di specie ittiche e anfibie. E l’area individuata per gli interventi è proprio la parte occidentale dell’Oltrepò pavese, dove i fenomeni di prosciugamento sono più marcati, come nei frutteti che sorgono lungo le sponde dei torrenti Staffora e Nizza.

"I frutti che maturano durante il periodo estivo – spiega l’imprenditore agricolo Simone Rolandi – non necessitano di irrigazione, mentre quelli tardivi, come mele e pere, richiedono un apporto idrico importante e diverso in base all’andamento climatico annuale. La costruzione di bacini artificiali eviterebbe il prelievo diretto dall’asta fluviale per esigenze di irrigazione, garantendo una maggiore portata nei torrenti e una maggiore continuità fluviale anche nei tratti che, solitamente, sono soggetti ad asciutte stagionali, con benefici per tutta la fauna, soprattutto quella ittica".

La prima vasca di raccolta idrica che sarà realizzata a Val di Nizza occuperà una superficie di circa due pertiche. "Negli ultimi anni – prosegue Rolandi – le precipitazioni sono sempre più rare così, insieme ad un pool di importanti attori, ho deciso di mettere a disposizione una superficie per creare un bacino che, in caso di emergenza, possa dare ossigeno al mondo agricolo del territorio".

"Si tratta di un’iniziativa virtuosa – commenta il senatore pavese Gian Marco Centinaio , sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali – che potrà essere da esempio anche per altri. Attraverso la positiva collaborazione fra il pubblico e il privato si possono mettere in campo progetti che permetteranno di non dover più affrontare la drammatica emergenza di assenza d’acqua che stiamo vivendo in queste settimane".

 

 

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