Voghera (Pavia), 22 luglio 2021 - In venti pagine di motivazioni il sostituto procuratore Roberto Valli ha chiesto al Gip la convalida dell'arresto di Massimo Adriatici, 47enne assessore alla Sicurezza di Voghera, accusato di eccesso colposo di legittima difesa per la morte di Youns El Boussetaoui, 39enne marocchino, irregolare e senza fissa dimora. La richiesta di convalida è stata depositata oggi, giovedì 22 luglio, e l'udienza (al momento ancora da fissare) si terrà probabilmente domani, venerdì 23 luglio. Ma se l'arresto era scattato in flagranza per omicidio volontario, come può essere convalidato per un diverso capo d'imputazione? "L'ipotesi di reato - spiega il procuratore Mario Venditti - la decide il pm, che l'ha abbondantemente motivata".

Gli atti sono coperti da segreto istruttorio e dalla Procura viene mantenuto un riserbo strettissimo. Il procuratore Venditti non conferma neppure la richiesta di misura cautelare, anche se indiscrezioni circolano sulla richiesta di confermare i domiciliari: "non posso rispondere, sono richieste riservate, saprete poi le decisioni del Gip". Tra i "no comment" dalla Procura, c'è invece la conferma che agli atti c'è un video che riprende l'assessore Adriatici che viene aggredito dal 39enne, che lo colpisce con un pugno e lo fa così cadere a terra. E' il video più significativo tra i molti acquisiti e vagliati dagli inquirenti, sia dalle riprese di telecamere di sicurezza comunali che da impianti di videosorveglianza privati. Non si vede però il momento dello sparo, perché nella caduta all'indietro l'assessore esce dall'inquadratura, coperto dall'angolo di un palazzo, per ricomparire poi mentre si sta rialzando, quando ormai il colpo di pistola è stato esploso.

Il video conferma di fatto la contemporaneità fra la caduta e l'esplosione del colpo di pistola, proprio come riferito dall'indagato nella sua ricostruzione dell'accaduto. Oltre al video, ci sono soprattutto le dichiarazioni raccolte da due diversi testimoni oculari, che hanno assistito alla scena da due diverse posizioni, che hanno confermato entrambi che il colpo è stato esploso in contemporanea alla caduta a terra dell'assessore aggredito. Tutte testimonianze concordi che hanno portato il pm ad accusare l'assessore di eccesso colposo di legittima difesa. Che è comunque un reato penale, con pene equivalenti all'omicidio colposo, non un difesa legittima, ma appunto un eccesso, pur senza volontarietà e quindi dolo.