Pavia - Si è tenuto questa mattina, nel Palazzo di giustizia di Pavia l'interrogatorio di garanzia di Massimo Adriatici, l'assessore alla Sicurezza di Voghera - che si è autosospeso - accusato di eccesso colposo di legittima di difesa in relazione alla morte di Youns Bousseataoui.

L'interrogatorio, durato circa tre ore, si è svolto davanti al gip Maria Cristina Lapi che dovrà ora decidere sulla convalida dell'arresto e della misura cautelare ai domiciliari, come chiesto dal sostituto procuratore Roberto Valli. Secondo la Procura, diretta dall'aggiunto Mario Venditti, esiste infatti il pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove. Dopo aver risposto alle domande del giudice, Adriatici si è allontanato a bordo di un'auto in compagnia dei suoi legali. Il gip di Pavia si è riservato di decidere sulla richiesta della Procura di confermare gli arresti domiciliari per Massimo Adriatici. È probabile che l'ordinanza sia depositata nella mattinata di domani considerata la complessità della vicenda. Il politico avrebbe oggi dettagliato la versione resa nell'immediatezza di un colpo partito accidentalmente durante una colluttazione. "Adriatici è un uomo distrutto, profondamente dispiaciuto - hanno raccontato i suoi legali, Colette Gazzaniga e Gabriele Pipice - è una persona normale che non ha mai avuto un appunto nella sua carriera professionale". Secondo gli avvocati, l'assessore è stato "vittima di una violenza inattesa che l'ha fatto cadere a terra procurandogli uno stato di confusione; sono insussistenti le ragioni di una custodia cautelare". 

Intanto, la Procura di Pavia ha nominato un ingegnere informatico come consulente per migliorare la qualità del video agli atti dell'inchiesta che riprende la colluttazione tra l'assessore Massimo Adriatici e Youns El Boussettaoui. Da una prima analisi sarebbero già emersi elementi utili per ricostruire l'accaduto. Nei prossimi giorni giungeranno i risultati degli esami tossicologici sia sull'assessore sia sul corpo del trentottenne.