Vigevano (Pavia), 15 maggio 2018 - Interuzione di pubblico servizio sulla linea ferroviaria Milano-Mortara. È questa l’ipotesi di reato per la quale il Comune di Vigevano ha denunciato Trenord. Il sindaco, Andrea Sala e l’assessore ai trasporti, Furio Suvilla hanno trasmesso alla Procura della Repubblica di Milano una comunicazione di notizia di reato a seguito dei disservizi che si sono riscontrati negli ultimi mesi su quella che ogni giorno, con oltre ventimila viaggiatori, è la tratta di gran lunga più utilizzata dalla Lomellina.

Il riferimento, in particolare, è a quanto avvenuto il 10 e l’11 febbraio, quando le corse sostitutive delle 23.30 e delle 0.20 in partenza dallo scalo milanese di Porta Genova sono state soppresse per rinuncia ad erogare il servizio da parte dell’azienda che lo aveva in appalto. La spiegazione fornita era stata che non c’era la possibilità di garantire la sicurezza dei mezzi e delle persone a bordo. «La giustificazione – spiega il sindaco Sala – è stata quella del verificarsi di ripetuti atti vandalici e minacce agli autisti e questo è stato riportato nella comunicazione ufficiale, che è stata inviata alla clientela». «E’ appena evidente – aggiunge l’assessore Suvilla – che chi gestisce un servizio pubblico non può cancellarlo perché non è in grado di erogarlo, ma deve adottare tutte le misure necessarie per porlo in essere. Le soppressioni devono essere causate da situzioni che non possono essere previste e non addirittura programmate. Ormai sulla tratta se ne registrano con cadenza quotidiana, soprattutto nelle ore di punta, causate da problemi ai materiali, o carenza di personale, comunicate da Trenord con diverse ore di anticipo se non addirittura il giorno precedente». 

Per il Comune di Vigevano il reato di interruzione d pubblico servizio si configura nel momento in cui viene turbato nel suo complesso il funzionamento dell’ufficio attraverso un’alterazione, per quanto temporanea, del suo regolare svolgimento. «La vicenda – proseguono i due firmatari della denuncia – assume connotati ancora più rilevanti in seguito al verificarsi, nei mesi successivi, di numerosi ritardi e soppressioni, che sono diventate sistematiche e nemmeno più giustificate da fatti contingenti, o comunque prevedibili, tanto da non garantire più in alcun modo il servizio di trasporto pubblico con i ben immaginabili disagi da parte dei pendolari». La decisione  ell’amministrazione comunale vigevanese, leghista, è stata assunta senza farsi condizionare dal fatto che la Regione sia targata Carroccio, così come la stessa Trenord. «Sono il sindaco di tutti i vigevanesi – ci tiene a far sapere Andrea Sala – e con questo atto, che abbiamo assunto dopo numerosi tentativi di portare il problema nelle sedi politiche, abbiamo inteso lanciare un messaggio forte: siamo dalla parte dei pendolari, che pagano e hanno il diritto di ricevere il servizio migliore possibile».

La replica di Trenord non si è fatta attendere: «I bus notturni sostitutivi di sabato e domenica - si legge in una nota della società – sono stati sospesi a fine dicembre 2017 dal Consorzio Elio incaricato del servizio e non da Trenord, che anzi ha più volte sollecitato il rispetto del mandato consortile». Trenord ha poi reperito un’altra società, ma anche questa, dopo l’ennesimo raid vandalico, ha sospeso le corse dell’10 e 11 febbraio. «A quel punto Trenord - prosegue la nota – benché non rientri nelle proprie competenze ha organizzato servizi di vigilanza privata a Porta Genova, mentre la consorziata ha provveduto alla scorta privata a bordo dei bus».