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25 mag 2022

Sul Ticino nessun ricordo della battaglia del 1.525

L’esposizione permanente sfrattata dal castello Visconteo per fare spazio all’omaggio di Dante Alighieri

25 mag 2022

Lo spazio che non c’era era stato creato. Nella sala del castello visconteo che ospitava la Quadreria dell’Ottocento era stato ricavato uno spazio di documentazione permanente sulla battaglia di Pavia, che nel 1525 ha visto affrontarsi gli eserciti francese e spagnolo. Con una mostra innovativa, multimediale e immersiva organizzata nel 2015 a Pavia, che ha preso spunto dal grandioso ciclo d’arazzi fiamminghi conservato al museo di Capodimonte a Napoli il visitatore veniva riportato all’epoca dello scontro che ha segnato i destini dell’Europa. Poco pubblicizzata, però, l’esposizione non ha avuto molta fortuna e così, nel momento in cui è stato necessario trovare spazi per una mostra dedicata a Dante Alighieri nel settecentenario della morte, la battaglia di Pavia si è dovuta fare da parte. E si torna a parlare del castello di Mirabello dove la battaglia è stata combattuta. "La mostra non potrebbe essere collocata all’interno del castello di Mirabello - dice Luigi Casali, presidente dell’associazione Comitato per i 500 anni della Battaglia di Pavia - perché gli schermi sui quali vengono proiettati gli arazzi sono troppi grandi. Ma in castello dovrebbe essere collocata un’esposizione e non solo". In vista del 500° anniversario della battaglia l’associazione vorrebbe aprire al pubblico il maniero inserito nel parco delle delizie, sull’asse castello visconteo-Certosa. "Il castello di Mirabello ora è un cantiere - aggiunge Casali -. Sono state consolidate le fondamenta e sono cominciati i lavori. Le cantine sono state ripulite ed è stata rimossa una gran quantità di materiale. Poi si dovrà intervenire sul tetto dell’ala orientale che da anni è sfondato. Inoltre si dovrebbe effettuare anche una pulizia e una sistemazione interna, che lo rendano almeno presentabile nel 2025". L’associazione, infatti, non vorrebbe soltanto aprire il castello, vorrebbe diventasse un tassello importante del rilancio turistico e culturale di Pavia. "Si potrebbe realizzare anche un Ecomuseo del parco, che aprirebbe la strada a investimenti regionali e nazionali - conclude Casali - e attirerebbe visitatori". Manuela Marziani

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