L’ospedale unico di Broni Stradella
L’ospedale unico di Broni Stradella

Stradella (Pavia), 9 ottobre 2017 - Dramma in sala parto all’ospedale di Stradella. Un neonato nato in condizioni disperate, è morto poco dopo la nascita nonostante il prodigarsi dei rianimatori per oltre 45 minuti. E il papà del piccolo, un 42enne residente con la moglie, 30enne, a Pinarolo Po, piccolo Comune fra Broni e Pavia, ha subito presentato una denuncia ai carabinieri.

La cartella clinica è stata immediatamente sequestrata dagli uomini dell’Arma su ordine della Procura della Repubblica di Pavia, e stamattina, all’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Pavia, verrà eseguita l’autopsia da parte del dottor Marco Ballardini. Anche l’ospedale stesso avrebbe già disposto un’indagine interna e, dalle varie perizie si cercherà di capire come mai una gravidanza normale e nel corso della quale non c’era mai stato il benchè minimo problema, si sia invece  purtroppo conclusa in modo così tragico. La vicenda, dolorosa e che ha gettato nella più cupa disperazione la coppia che attendeva con ansia il primo figlio, si è consumata venerdì scorso al reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale unico di Broni-Stradella. Un reparto che, negli anni scorsi, si era meritato più volte il riconoscimento “fiocco rosa” come struttura d’eccellenza e che, ad esempio, sul portale QSalute riporta solo recensioni al top dei consensi da parte dei pazienti. Qui anche la donna di Pinarolo Po era in cura per diventare mamma.

Il ricovero, dopo un primo accertamento in pronto soccorso, era avvenuto con qualche giorno di anticipo rispetto alla data programmata, dopo che, stando alle poche indiscrezioni trapelate, nelle prime ore di venerdì scorso, la donna aveva accusato i primi sintomi delle imminenti doglie con la “rottura delle acque”. Le sue condizioni, però, pare fossero più che soddisfacenti ed è stata sottoposta alle cure che precedono il parto. Alle 18 il fatidico momento. Sembra che tutto fosse monitorato minuto per minuto e non ci fossero problemi, al punto che il marito, come di solito accade, è rimasto tutto il tempo accanto alla moglie, fino al momento della nascita. Pochi secondi e la situazione è precipitata. Il bambino non dava segni di vita. I rianimatori e i medici del reparto hanno tentato di tutto per rianimare il piccolo, ma senza riuscirci.

Alla notizia dell’esito infausto, la mamma si è sentita male ed è stato necessario anche l’intervento di un supporto psicologico, mentre il papà, pur disperato, come prima reazione ha subito chiamato i carabinieri. «Una notizia terribile – è stato il commento, raccolto ieri, da alcuni vicini di casa della coppia – stavano aspettando tutti con gioia l’arrivo di questo bambino». Non è stato possibile parlare con i genitori del piccolo: chiusi nel loro dolore, ieri non erano nella loro abitazione. «Non li ho più visti. È davvero una brutta storia - dice una residente a Pinarolo Po - io ho quattro figli e posso capire quello che stanno provando». L’inchiesta dei carabinieri di Stradella con il coordinamento della Procura della Repubblica è ai primi passi. Si procede per omicidio colposo, ma, per ora, non ci sarebbero indagati e comunque solo con le varie perizie disposte sarà possibile chiarire se ci sono state o meno negligenze o errori.