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17 feb 2022

Covid e sindrome Mis nei bambini: scoperti segnali spia della malattia grave

Lo studio, che vede il San Matteo in prima linea, ha identificato i marcatori di malattia che  rivelano come in bambini geneticamente predisposti, si possa sviluppare la sindrome infiammatoria multisistemica

Tirano, Tamponi covid-19 - Foto (ANP)
Coronavirus

Pavia, 17 febbraio 2022 - Trovati i segnali-spia che nei bambini sono legati alle forme più gravi di Covid-19,ossia alle infiammazioni simili alla Malattia di Kawasaki e alla sindrome da shock tossico (Mis-C). Il risultato si deve alla ricerca condotta fra Stati Uniti e Italia, con il Policlinico San Matteo di Pavia, e pubblicata sulla rivista Nature Medicine. I ricercatori hanno cercato di comprendere l'andamento di vari marcatori immunitari di infiammazione tra i bambini con Covid-19 e in quelli con MIS-C e, in questo modo, hanno identificato dei marcatori di malattia che permettono di fare chiarezza su come, in alcuni bambini geneticamente predisposti, si possa sviluppare una rara complicanza del Covid-19 cioè la sindrome infiammatoria multisistemica nei bambini (MIS-C), una
condizione rara e grave in cui si verifica un processo infiammatorio che colpisce diversi organi e può mettere a rischio la vita. 

È emerso così che, sebbene i bambini sviluppino risposte immunitarie innate più potenti ed efficaci nei confronti del virus SarsCoV2 rispetto agli adulti, ci sono casi di bambini geneticamente predisposti a sviluppare la Mis-C, con un aumento dei livelli di diversi biomarcatori infiammatori precoce e incontrollato. Ad avere individuato i marcatori è la ricerca coordinata  da Luigi Daniele  Notarangelo, direttore dell'area immunologica dell'Istituto nazionale americano di allergie e malattie  infettive (Niaid), trasferito negli Stati Uniti dopo la laurea e la specializzazione in Pediatria a Pavia. Tra i primi firmatari del lavoro c'è un giovane ricercatore della Pediatria pavese, Riccardo Castagnoli, che ha sviluppato questa ricerca internazionale direttamente negli Stati Uniti; dall'Italia ha collaborato il gruppo di Gian Luigi Marseglia, del dipartimento di Pediatria del San Matteo di Pavia. Coinvolti nella ricerca numerosi centri pediatrici in Italia, Cile, Israele e Stati Uniti.

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