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19 gen 2022

Grido d’allarme della Uil: "Al San Matteo manca il personale"

Uil: il personale è allo stremo delle forze. Gli infermieri sono in fuga verso il sud

manuela marziani
Cronaca
Il sindacato denuncia una situazione ai limiti della decenza in tutte le unità operative
Ospedale

Pavia - «Tutte le unità operative hanno organici al limite della “decenza“, molte addirittura al di sotto dei minimi di sciopero. L’ennesima ondata pandemica ha solo evidenziato esponenzialmente le criticità esistenti da tempo". Marco Grignani della Uil Fpl lancia l’allarme per la situazione che si sta vivendo al San Matteo dove il personale è sempre meno. "Entro il primo semestre – aggiunge Grignani – almeno una ventina di infermieri daranno le dimissioni. Hanno fatto concorsi in molte regioni del sud, chi ha la possibilità di avvicinarsi a casa, lo fa". L’ultimo concorso bandito dal San Matteo risale alla metà di dicembre di due anni fa quando furono 816 i vincitori, ma su una cinquantina di persone soltanto otto avevano dato la loro disponibilità.

"Più passa il tempo e più gli infermieri trovano altri posti di lavoro – sottolinea Grignani -. Per questo avevo suggerito di bandire un altro concorso in modo da formulare una nuova graduatoria, perché se anche dovessero fare assunzioni, sarebbe difficile trovare chi assumere. E poi ci sono tutti i dipendenti positivi che devono rimanere in isolamento e non possono lavorare". In questa situazione di difficoltà, però, vengono aperti altri reparti. "Per garantire un’adeguata assistenza – dice ancora Grignani – occorrerebbe ridurre i posti letto, non aprire altri reparti prendendo il personale in “prestito“. I lavoratori sono stanchi, a qualcuno viene chiesto di fare tre notti di fila, ad altri non sono state concesse le ferie e hanno accumulato cinque settimane dello scorso anno. Intanto si sta potenziando il Pronto soccorso dove, a lavori ultimati, ci saranno altri 11 posti letto di osservazione breve intensiva ed è stato aperto un altro reparto di malattie infettive per i malati Covid, ma intanto l’attività ordinaria continua".

All’altra sera per la prima volta risultavano 18 pazienti in Terapia intensiva (erano 20), diminuiti per la prima volta come coloro che si trovano nei reparti ordinari passati da 149 a 145. Undici i nuovi ricoveri, 12 i pazienti dimessi e 2 i deceduti. Covid a parte, per affrontare i problemi di organico, la Uil ha chiesto un incontro al nuovo direttore generale Stefano Manfredi. "Non abbiamo ancora ricevuto risposta – fa notare Grignani -, speriamo di riceverla a breve perché siamo in ginocchio. Il personale è allo stremo, sono due anni che viviamo una situazione di pandemia. Con gli infermieri e gli operatori che ci sono adesso non si riesce a garantire l’assistenza dovuta. A risentirne sono i pazienti". Intanto ieri il bollettino dei contagi ha segnalato 2.104 nuovi casi per la provincia di Pavia (erano stati 2.204 martedì ), 891 per il Lodigiano (806) e 1.363 per il Cremonese (1.222).
 

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