Quotidiano Nazionale logo
13 mag 2022

Rimasti a secco in piscina "Voucher? Vogliamo i soldi"

Tanti bronesi hanno pagato l’abbonamento pochi giorni prima della chiusura

pierangela ravizza
Cronaca

di Pierangela Ravizza

C’è chi ha pagato un abbonamento da 250 euro solo pochi giorni prima – qualcuno anche 24 ore prima – della chiusura dell’impianto e chi, invece, è stato più fortunato perché, avendo dimenticato il bancomat, quando ai primi di marzo si è presentato alla piscina coperta trovando le porte sbarrate, ha evitato la beffa. Una vicenda che ha anche risvolti legali per l’impianto di proprietà della Broni-Stradella Pubblica srl sulla base di una convenzione stipulata con il comune. La piscina dal settembre 2020 era in gestione alla Gis Milano, ma da oltre due mesi è chiusa. E non si sa se e quando riaprirà.

Intanto di giorno in giorno aumenta il numero degli utenti che protestano perché hanno pagato un abbonamento senza poi poter mai usufruire della piscina. Ad alcuni di loro, nei giorni scorsi, è arrivata una proposta: un voucher da usare in altri impianti gestiti dalla Gis Milano. Solo che quello più vicino all’Oltrepo, dove risiede la maggior parte degli utenti rimasti a secco, è a Pieve Emanuele, lontano 40 chilometri.

"Abbiamo pagato con soldi, quindi ci devono restituire soldi", protestano alcune clienti della piscina che lamentano anche di non aver avuto alcuna ulteriore comunicazione sia dal Comune – che peraltro non è il proprietario dell’impianto – sia dalla Broni-Stradella Pubblica. "Pare che le questioni fra enti e gestori risalgano all’agosto 2021 – fanno sapere dal fronte degli scontenti, che ha chiamato in aiuto anche “Striscia la notizia“ – ma noi abbiamo pagato abbonamenti fino al giorno prima della chiusura. Perché non ci hanno fatto pagare solo il biglietto d’ingresso?"

Nel frattempo è già partita (con una Pec datata 7 marzo) la richiesta di rimborso indirizzata alla Broni-Stradella Pubblica pari a 131.454 euro e riferita ai costi sopportati da Gis Milano tra settembre 2021 e febbraio 2022, periodo di attività svolta senza formale proroga contrattuale. Sullo sfondo di questa crisi ci sono le forti difficoltà causate dai periodi prolungati di chiusura per l’emergenza Covid e il pesante aumento delle bollette energetiche. "Già, ma io che ho dovuto racimolare euro su euro per rinnovare l’abbonamento il 28 febbraio e poi ritrovarmi la piscina chiusa dai primi di marzo, cosa c’entro?", protesta un’utente di Broni.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?