Il tribunale di Pavia (Torres)
Il tribunale di Pavia (Torres)

Pavia, 11 luglio 2018 - Aveva inscenato una truffa ai danni del parroco di Dorno, per spillargli denaro con la scusa di un debito da saldare. Ma il sacerdote non c’era cascato: ora il responsabile M.M., cinquantatreenne originario di Eboli (Salerno), è stato condannato a cinque mesi di reclusione per truffa e sostituzione di persona dal tribunale di Pavia. I fatti risalgono al 28 aprile 2016. M. con un complice rimasto ignoto aveva telefonato all’allora parroco di Dorno, don Fontino Rondina, presentandosi come un funzionario di Stato, comunicando al sacerdote che avrebbe dovuto pagare quattromila euro per un pregresso acquisto di riviste della Polizia di Stato, "paventando in caso di diniego una successiva denuncia alla Procura", si legge nel capo d’imputazione.

Con una seconda telefonata invece, si era presentato come un avvocato e aveva proposto il pagamento di duemila euro per chiudere il debito. Gli aveva poi indicato il codice Iban, oltretutto intestato realmente a M., non al fantomatico avvocato, per farsi versare i soldi. Il parroco però si era insospettito per quel giro di chiamate e così aveva allertato le forze dell’ordine, che avevano poi scoperto chi davvero ci fosse dietro quelle telefonate. Il complice è rimasto ignoto, ma M. è stato denunciato e in seguito portato a processo, dove ha affrontato il dibattimento.