Il pronto soccorso

Vigevano (Pavia), 12 ottobre 2018 - Era stata trasportata al Pronto soccorso dell’ospedale di Vigevano a seguito di una caduta avvenuta in casa, medicata e dimessa. Ma anziché fare rientro prima possibile presso la sua abitazione, dove si trovava ristretta agli arresti domiciliari, si era fermata nei locali dell’ospedale, bivaccando e, soprattutto pretendendo di essere riaccompagnata a casa da un'ambulanza. Una richiesta ovviamente alla quale ha ricevuto un secco no, per effetto del quale aveva iniziato a dare in escandescenze, colpendo con un pugno una porta del reparto e inveendo contro i medici che l’avevano informata di avere avvisato i carabinieri.

Il movimentato episodio era avvenuto lo scorso 25 settembre all’ospedale di Vigevano. A distanza di pochi giorni la protagonista, una pregiudicata di 47 anni che abita a Castelnovetto, è stata denunciata a piede libero per i reati di interruzione di pubblico servizio ed evasione. La donna era stata trasportata al Pronto soccorso di Vigevano in stato di forte agitazione e di ebbrezza alcolica, a seguito di una caduta che era avvenuta nella sua casa. Per fortuna le conseguenze dell’infortunio domestico non erano state particolarmente gravi, così i medici che le aveva prestato assistenza, dopo averla medicata, l’avevano dimessa.

Ovviamente la quarantasettenne avrebbe dovuto fare rientro a casa con mezzi propri e soprattutto nel minor tempo possibile per non andare incontro, come poi è avvenuto, ad una denuncia per evasione. Invece si era piazzata nella sala d’attesa del reparto e aveva preteso di essere riaccompagnata con lo stesso mezzo che l’aveva prelevata, una richiesta assolutamente impossibile da soddisfare. Ed era stato allora che la donna aveva perso il controllo creando problemi al reparto di emergenza, urlando, sferrando pugni ad una vetrata e prendendosela con i medici che avevano chiesto l’intervento dei carabinieri e che ha risolto l’inconveniente. Ma per lei, a quel punto, sono arrivate le due denunce.