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15 mar 2022

L’ondata di profughi non si ferma: oltre 1.100 tra Pavia, Lodi e Crema

La maggior parte sono mamme con bambini, ospiti di parenti e conoscenti o nei centri delle Prefetture

paola arensi, manuela marziani, piergiorgio ruggeri
Cronaca
Un te caldo e qualche pezzo di focaccia genovese, piatti di pasta, per i profughi che arrivano presso la chiesa di Santo Stefano, ormai diventata centro principale di arrivo e di passaggio per i rifugiati provenienti dall'Ucraina. Genova 15 marzo 2022
ANSA/LUCA ZENNARO
Profughi accolti in Italia

Pavia - Sono quasi 1.150 i profughi accolti tra Pavia, Lodi e Crema. La maggior parte nel Pavese: 886 a ieri, già il doppio rispetto a una settimana fa. Quindici si trovano ricoverati al San Matteo e 20 sono attualmente ospitate nella centrale unica della Croce rossa di Valle Lomellina, in attesa di essere trasferite in altri centri di accoglienza. Sono 30 i Cas (centri di accoglienza straordinaria) della provincia, 23 collettivi e 7 unità abitative. Ma la maggior parte delle famiglie ucraine, composte da mamme con bambini, sono ospitate dalle famiglie o di conoscenti o di persone che mettono a disposizione la loro casa per chi scappa dalla guerra. In caso di necessità, anche Mortara si è messa a disposizione ed è pronta a trasformare il palasport in alloggio temporaneo per coloro che arrivano e devono trovarsi una sistemazione.

A Lodi, in Prefettura, si susseguono le riunioni nel tentativo di garantirne un’ottimale accoglienza. È stata attivata una manifestazione di interesse per reperire nuovi posti di accoglienza. L‘avviso è sul sito della Prefettura e chiunque, anche i privati, possono farsi avanti. Al momento si contano 146 ucraini, di cui 8 accolti nei centri di accoglienza, gli altri ospiti a casa di parenti e amici. Tra i 138 rifugiati dai conoscenti, ci sono 16 donne da sole, 4 uomini da soli e 118 nuclei familiari, per la maggioranza monoparentali e quindi composti da mamme e bambini. Nel numero si contano 65 minori in età scolare, tra i 6 e i 16 anni. Gli 8 ospiti dei Cas (centri di accoglienza) sono membri di due nuclei familiari. Il numero è però costantemente in aumento. Chi trova ospitalità ha infatti 8 giorni di tempo, dal proprio arrivo in provincia, per segnalare la presenza alle autorità competenti.

A Crema sono 115, a ieri, le persone arrivate dall’Ucraina. Tra queste, 48 adulti e 67 minori. Per loro sono a disposizione 15 appartamenti, due pubblici e cinque privati a Crema e otto nel Cremasco, ai quali si aggiungono quelli delle parrocchie. Ci sono 69 famiglie disposte ad accogliere in casa propria i profughi. Di queste, 28 hanno espresso la disponibilità per accogliere minori soli, ma l’iter di affidamento è più lungo e complesso.

Domenica dall’Ucraina sono arrivate trenta persone, ospitate nell’oratorio dei Sabbioni e accudite dai parrocchiani. Due donne sono state accolte dalla parrocchia di San Benedetto. Una famiglia è stata ospitata in casa dal datore di lavoro di una badante della madre. Altre famiglie sono attese in questa settimana per ricongiungimenti con persone ucraine che lavorano da anni a Crema e nel Cremasco.  

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