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8 mag 2022

Preoccupati per la salute del Ticino "Vogliamo un tavolo permanente"

Pavia, sfilata di barche organizzata dalle società remiere per accendere i riflettori sul problema

manuela marziani
Cronaca
I promotori schierati all’arrivo al termine dell’iniziativa di sensibilizzazione (Torres)
I promotori schierati all’arrivo al termine dell’iniziativa di sensibilizzazione (Torres)
I promotori schierati all’arrivo al termine dell’iniziativa di sensibilizzazione (Torres)

di Manuela Marziani

Non una protesta, ma una manifestazione per sensibilizzare l’amministrazione comunale sui problemi del fiume. Ieri pomeriggio il coordinamento delle remiere pavesi, preoccupato per le condizioni del Ticino, ha organizzato una discesa dalla sede del Cus al monumento alla lavandaia, in Borgo Ticino. "Vogliamo un tavolo tecnico permanente con Aipo, Parco del Ticino e gli enti che hanno la competenza sul fiume e oggi lo chiederemo ufficialmente al sindaco Fabrizio Fracassi" ha detto Guido Corsato, presidente della Battellieri Colombo. Navigabilità, sicurezza nel praticare le attività sportive sull’acqua, ma anche tutela della biodiversità fluviale, decoro-degrado delle sponde urbane sono i problemi che si vorrebbero discutere.

"Non possiamo risolvere i problemi legati alla carenza d’acqua - ha aggiunto Sandro Rognone, canoista e segretario generale del Cus Pavia -, ma la poca acqua che c’è può essere gestita al meglio possibile. Questo fiume è una risorsa e dobbiamo pensarlo come tale. Non esistono molte città che possono disporre di un polmone verde attaccato alle case, Pavia ce l’ha e lo deve curare per evitare che le piante morte cadano a terra". Per questo le remiere chiedono un tavolo permanente con tutti gli enti che hanno la responsabilità della gestione del fiume in tutto il tratto urbano dalla Casa sul fiume al gasdotto. "Il Comune non è direttamente il primo interlocutore - ha concluso Stefano Ramat, presidente del Cus Pavia -, ma può pretendere l’istituzione di un tavolo permanente. La responsabilità del fiume è del Parco del Ticino e di Aipo con i quali si fatica a dialogare. E’ necessario individuare soluzioni senza rimpallarsi le responsabilità". All’arrivo in Borgo Ticino le imbarcazioni hanno lasciato la scena a Enzo Favoino, ice swimmer che ha nuotato per 8,5 chilometri senza muta per chiedere più attenzione per il fiume.

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