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23 mag 2022

Per Eitan la miglior cura in questi dodici mesi è stata l’amore degli zii

23 mag 2022

Una domenica di sole sul lago Maggiore, una gita con la famiglia alla scoperta di località non ancora visitate, ma all’improvviso la fune si spezza e con lei i sogni e le vite di 14 passeggeri. Sono trascorsi 365 giorni dal drammatico incidente del Mottarone e, in questo anno, la vita di molte persone è cambiata. Sulla funivia che da Stresa portava in montagna c’erano sorelle, fratelli, genitori. Uno solo è sopravvissuto, Eitan Biran. Per il piccolo il 23 maggio sarà un giorno normale fatto di lezioni all’istituto delle Canossiane e rientro a casa a Travacò dove vive con la zia Aya, lo zio Or Nirko, le cuginette e i nonni nella villetta accanto. "Eitan è attorniato da persone che lo amano immensamente – dice l’avvocato monzese Andrea Cascio, tutore legale del bambino –. E non mi riferisco soltanto ai familiari, ma anche agli amici e alla gente comune. Tutti provano un immenso affetto per un bambino che magari non hanno mai visto".

Il piccolo tra poco compirà 7 anni. "Eitan è sereno – ha sottolineato l’avvocato al rientro da una delle visite periodiche che compie a Pavia – e, compatibilmente con il suo passato, sta bene. Conduce una vita normale come deve fare un bambino della sua età ed è ben curato". L’avvocato Cascio non si occupa dell’aspetto penale della vicenda affidato a un altro professionista, ma sull’incidente e poi sul rapimento del bambino da parte del nonno sono diverse le questioni ancora aperte, che passano in secondo piano di fronte al benessere di Eitan. A sei mesi di distanza, Eitan vive a casa degli zii paterni, sente al telefono la nonna materna Esther Cohen e incontra gli zii materni, oltre all’avvocato Cascio che ha fatto entrare nella sua vita perché un po’ d’amore in più non guasta.

Manuela Marziani

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