Antonio Maria Ricci, 50 anni, persona molto nota a Pavia per la sua professione e per gli incarichi pubblici che ha ricoperto
Antonio Maria Ricci, 50 anni, persona molto nota a Pavia per la sua professione e per gli incarichi pubblici che ha ricoperto

Pavia, 7 luglio 2016 - Un fulmine a ciel sereno, sulla sanità e sulla politica pavese. L’arresto di Antonio Maria Ricci, da ieri mattina ai domiciliari con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di una 13enne disabile, sua paziente al policlinico San Matteo, ha scosso parecchio i diversi ambienti nel quale il 50enne pediatra pavese è molto conosciuto. Innanzitutto l’ospedale. Già in mattinata, quando ancora dalla Questura non erano stati resi noti formalmente i dettagli dell’arresto, dal responsabile della comunicazione dell’Irccs è stato diramato un duro comunicato della presidenza e della direzione generale, con la convocazione di una conferenza stampa.

Il presidente del Cda, Giorgio Girelli, ha voluto precisare in prima persona tutto il suo sdegno per il presunto comportamento del pediatra. «Non nascondiamoci dietro la presunzione d’innocenza – ha detto Girelli –, perché ho troppa stima nei confronti della magistratura e delle forze dell’ordine che hanno svolto le indagini per poter pensare che non sia vero nulla. Ovviamente la riserva sullo stato iniziale dell’iter va fatta, attendendo gli sviluppi del caso. Ma l’accusa è troppo grave per non comportare immediate conseguenze. Abbiamo immediatamente provveduto alla sospensione cautelare del dipendente, avviando contestualmente la procedura disciplinare nei suoi confronti. Non da presidente del Cda ma da privato cittadino, aggiungo che trovo assurdo che la sospensione per un dipendente pubblico comporti comunque l’erogazione del 50% dello stipendio fino al terzo grado di giudizio». 

Senza voler essere giustizialista e facendo appunto tutte le premesse sulla presunzione d’innocenza, Girelli s’è detto particolarmente scosso dalle accuse contestate al pediatra: «Sono da anni impegnato in onlus in auto di famiglie con minori disabili – spiega il presidente del San Matteo – e dover commentare un episodio come questo mi sembra quasi una condanna dantesca. Non ci sono parole adatte, anche definirlo crimine odioso è un eufemismo. I minori in stato di fragilità sono purtroppo prede facili per malintenzionati, per questo esistono reti di protezione sociali anche molto efficaci. Ma se l’accusa di violenza sessuale viene mossa a un pediatra, crolla tutto». Altri al posto suo avrebbero forse cercato di tutelare il rispetto e la professionalità dell’ospedale con più prudenti dichiarazioni attendistiche: «Sono qui proprio per tutelare l’ospedale – dice Girelli – e i molti professionisti che con il loro quotidiano lavoro lo hanno reso un punto di riferimento non solo locale ma nazionale e internazionale. L’onorabilità e il pregio delle eccellenze, non solo sanitarie ma anche umane di quest’ospedale, non è in discussione». L’episodio contestato a Ricci è uno solo, ma lui era in Pediatria dal 2001. Quante piccole pazienti ha avuto in cura in questi anni? «Certamente tantissime – risponde Girelli – e posso solo auspicare che davvero si tratti solo di un singolo caso isolato».