L'inizio del corteo davanti al Castello visconteo (Torres)

Pavia, 11 giugno 2018 - La dodicesima edizione del Palio del Ticino è stata vinta dal Club Vogatori Pavesi, che bissa così la vittoria del 2017. Nella classifica combinata tra l’esito della gara di tiro con l’arco e quella tradizione dei barcé (la caratteristica imbarcazione a fondo piatto, con voga ‘alla pavese’), gli atleti del Club Vogatori Pavesi hanno sconfitto le altre 5 squadre (Circolo La Barcela e Battellieri Colombo, rispettivamente, sul secondo e terzo gradino del podio; a seguire Canottieri Ticino, Cus Pavia e Motonautica) aggiudicandosi il drappo, quest’anno opera dell’artista Alessandra Ferrerio. Le cerimonie del Palio del Ticino, iniziate già sabato con l’araldo che percorrendo le vie del centro storico annunciava l’avvio del Palio, sono proseguite ieri, a cominciare dalla mattutina benedizione nella basilica di San Michele. Lungo il fiume, tra piazzale Ghinaglia e il Ponte Coperto (rimasto chiuso al transito per tutta la giornata) le bancarelle e il campo d’armi, raggiunto dal corteo storico partito dal Castello Visconteo. Una tradizione, ripresa in questa forma dal 2007, che ha recuperato l’antico Palio dell’oca, riportato in auge negli anni ‘50 ma già testimoniato all’inizio dell’Ottocento.

Senza più il cruento gesto del tirare il collo alle oche appese a una lunga fune che rappresentava il traguardo, la moderna versione del Palio del Ticino affonda le radici nel 1431, data dello scontro tra la flotta di Filippo Maria Visconti, signore di Milano, guidata da Pasino degli Eustachi, pavese e capitano generale del Naviglio ducale e della Darsena, e la flotta della Serenissima Repubblica di Venezia, comandata da Nicolò Travisano. La flotta ducale, partita da Pavia, sconfisse a Cremona i nemici e rientrò trionfalmente in città. E il Palio del Ticino nacque così per ricordare la vittoria e celebrare il legame tra Pavia e il suo fiume.