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20 giu 2020

Pinot Nero e Riesling, il riscatto dell'Oltrepò Pavese in cerca di nuove identità

Il difficile passaggio dalla quantità alla qualità, in un territorio molto vasto e storicamente poco propenso a fare sistema

20 giu 2020
michele mezzanzanica
Cronaca
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I suggestivi vigneti Ca' di Frara a Mornico Losana (foto MDidier)
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I suggestivi vigneti Ca' di Frara a Mornico Losana (foto MDidier)

Torrazza Coste (Pavia), 20 giugno 2020 - «In Oltrepò viene bene tutto». Una frase che esprime la ricchezza di un territorio che sull’abbondanza e la versatilità ha costruito le sue fortune. Anni fa. Perché oggi il panorama enoico è cambiato, ridimensionando quel «bene» che è cosa diversa da eccellenza e, soprattutto, trasformando quel «tutto» da plus a limite.

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Spumanti Travaglini
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Riccagioia

Vini Riccagioia
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Pinot Nero

Francesco Cervetti
Francesco Cervetti
Francesco Cervetti
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Riesling

Situazione analoga a quella del Pinot Nero è, sul fronte dei bianchi, quella del Riesling Renano, con alcuni importanti distinguo. Innanzitutto la diffusione: se il primo si trova infatti un po’ in tutto l’Oltrepò, il secondo ha invece una diffusione molto più limitata e, soprattutto, è prodotto in quantità nettamente inferiori rispetto al Riesling Italico. E qui la situazione si complica ulteriormente, perché non solo al di là del nome i due vitigni non sono assolutamente parenti, ma il termine Renano è appannaggio dei francesi e dunque non può essere utilizzato in etichetta. Il risultato è un cortocircuito comunicativo che penalizza il Riesling indubbiamente più elegante e pregiato. Un peccato anche perché, sempre prendendo l’Alto Adige come massimo riferimento qualitativo in Italia, l’impressione è che rispetto al Pinot il gap sia in questo caso meno esteso. Prodotti come ‘Arcolaio’ di Marchese Adorno, ‘Campo della Fojada’ di Travaglino e ‘Oliva’ di Ca’ di Frara vantano infatti un corredo aromatico di tutto rispetto, con i sentori di frutta che evolvono nel tempo fino a lasciare spazio ai tipici sentori di idrocarburi, marchio di fabbrica di questo affascinante quanto riottoso vitigno, croce e delizia di produttori e consumatori, che in Oltrepò pare aver trovato uno dei pochi luoghi al mondo in cui esprimere le sue ricercate potenzialità.

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