Carabinieri
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Mortara (Pavia), 8 settembre 2018 - Insultato e preso a botte perché si stava spostando con un monopattino elettrico. È accaduto la scorsa settimana in centro a Mortara, ma la notizia si è saputa soltanto ieri, quando i carabinieri sono riusciti a identificare i tre aggressori, tutti più che 50enni, e a denunciarli per lesioni personali, danneggiamento e discriminazione razziale.

Il ragazzo picchiato, infatti, è un 26enne originario del Benin che in pieno pomeriggio con il suo monopattino stava raggiungendo il campo sportivo di Mortara dove effettua alcuni lavori di piccola manutenzione. «È appassionato di calcio – racconta il direttore sportivo del Mortara, Maurizio Rovida –. Utilizzando le mie conoscenze sono riuscito a inserirlo in squadre vicine e, per riconoscenza, mi aiuta a tenere a posto il campo». Aveva fatto proprio quello sabato, ma stando al suo racconto quegli insulti sul colore della sua pelle che gli erano stati rivolti mentre passava davanti al bar di corso Ariosto non li aveva digeriti, gli avevano fatto anche più male dei pugni e dei calci che poi ha preso. Perché il giorno dopo ha deciso di tornare in corso Ariosto per parlare con gli avventori del bar e spiegare loro che non è un profugo. È arrivato nel nostro Paese diversi anni fa per ricongiungersi alla moglie che viveva già in Italia con i genitori. Ora lavora a Milano, ha due bambini piccoli e si è comprato con il suo lavoro il monopattino che usa per gli spostamenti.

«Non puoipermetterti quel monopattino», hanno detto i tre uomini, scagliandolo a terra. «Noi lavoriamo ogni giorno, tu come fai a permetterti una cosa del genere?», gridavano i tre mentre colpivano il giovane steso a terra, prima di dileguarsi. Sul posto il giovane ha chiamato il direttore sportivo e il cugino della moglie prima dei carabinieri ai quali ha sporto denuncia che poi ha ritirato. «Io sono arrivato quando la bagarre era già finita – ha aggiunto Rovida –. Personalmente ho sgridato il ragazzo, non si torna indietro quando qualcuno ti insulta. Ha deciso di ritirare la denuncia per evitare di finire nei guai, anche se non ha aggredito e non ha provocato nessuno». Anche grazie alle telecamere i carabinieri di Mortara hanno portato avanti le indagini d’ufficio e hanno identificato gli aggressori. «Si possono avere diverse opinioni sulle politiche legate all’immigrazione – ha commentato l’assessore regionale alle Politiche per la famiglia, la mortarese Silvia Piani –, ma questo episodio va condannato».