Lo striscione appeso dai bambini al cancello del plesso scolastico di Mirabello
Lo striscione appeso dai bambini al cancello del plesso scolastico di Mirabello

Pavia - «Iscrivete i vostri bambini a Mirabello, ne mancano soltanto quattro per poter attivare la prima classe". A lanciare l’appello è il consigliere comunale del Partito democratico, Pietro Alongi, preoccupato del fatto che la scuola primaria del quartiere, che fino al 1939 era un Comune autonomo e ne ha mantenuto ancora l’identità, ha pochi iscritti per avere una classe prima il prossimo anno scolastico: al momento sono solo 11 e, stando alle regole del ministero dell’Istruzione, per poter formare una classe gl alunni devono essere almeno 15. "Per i genitori di Mirabello perdere la scuola non vuol dire solo fare qualche chilometro in più per portare i bambini in un altro istituto – ha aggiunto Alongi, che nel quartiere risiede – vuol dire anche indebolire un importante presidio dove le persone, le famiglie e i bambini si incontrano, si aiutano. Vogliamo pertanto essere vicini ai genitori di quegli 11 bambini che, ad oggi, non hanno una classe dove cominciare il proprio percorso. Per questo facciamo appello a tutte le famiglie che hanno i bambini alla scuola dell’infanzia Malcovati e della Scala, anche a quelle famiglie di San Genesio che magari lavorano a Pavia: iscriveteli a Mirabello. É un’ottima scuola e gli spazi sono ampi e attrezzati".

Nei giorni scorsi anche le mamme avevano protestato e chiesto a gran voce di poter mandare i loro “remigini” a Mirabello, perché se i piccoli non potranno andare in quel plesso il prossimo anno, l’anno seguente non si potrà formare nemmeno una seconda classe e piano piano si arriverà alla chiusura della scuola e, con un effetto domino, anche della scuola dell’infanzia e del nido. "L’elementare è sempre stata un perno per il quartiere – ha sottolineato Alongi – Noi ci auguriamo che una prima ci sia anche il prossimo anno". Il presidente del Consiglio comunale, Nicola Niutta, si è impegnato ad affrontare la questione nel corso della prossima seduta. "Potremmo sollecitare al ministero una presa d’atto riguardo la situazione – ha detto Niutta – Anche solo per vicinanza alle famiglie che sono dispiaciute per la situazione, occorre provarci". Ma l’assessore all’istruzione Alessandro Cantoni, che si è confrontato con la dirigente dell’istituto comprensivo Acerbi, Elena Bassi, ha poche speranze di riuscire ad ottenere la prima classe. "Pur trattandosi di una scuola statale, su cui il Comune non ha una diretta competenza - ha sottolineato -, ho cercato rassicurazioni sul fatto che fossero state percorse tutte le strade possibili per tentare di raggiungere i numeri minimi, coinvolgendo l’Ufficio scolastico territoriale e le famiglie. Dobbiamo fare i conti con la diminuzione di natalità e le scelte legittime dei genitori di poter iscrivere i propri figli in altre scuole. Le famiglie di Mirabello che avrebbero voluto portare i loro figli alla prima del loro quartiere, avranno come validissime alternative le primarie Ada Negri, Cabral e San Genesio".