Zerbolò, 13 giugno 2018 - «Sono medicinali». Con questa scusa I.M., 31 anni, marocchina, attualmente ospite di una comunità di Zerbolò, ha tentato di giustificare il possesso di oltre duecento pastiglie di colore bianco e azzurro che, al successivo accertamento tramite narcotest, sono risultate essere in realtà sostanze stupefacenti del tipo cannabinoide sintetico. Il tentativo della donna non era sfuggito alle operatrici dell’istituto che hanno chiesto l’intervento dei carabinieri. La donna è stata denunciata a piede libero per detenzione di sostanze stupefacenti. Le 239 pastiglie ritrovate dai carabinieri sono state poste sotto sequestro.