Marco Molina
Marco Molina

Vigevano (Pavia), 5 dicembre 2018 - Si chiama “Star Tracker”, è un sensore messo a punto da una azienda di Campi Bisenzio (Firenze) che ha consentito alla sonda InSight di toccare il suolo di Marte. È il primo passo di un progetto che toccherà il suo punto più alto tra un anno quando saranno avviate le trivellazioni alla ricerca di tracce di vita passata.

A collaborare alla sua realizzazione è stato l’ingegner Marco Molina, 49 anni, vigevanese, che per l’azienda è responsabile della ricerca spaziale. «Ho visto in diretta le immagini della sonda che ha toccato il suolo di Marte – racconta – Avevo il cuore a mille. È il passo d’avvio di un progetto ambizioso; la missione è stata programmata ora perché, per l’allineamento dei pianeti, non avrebbe potuto svolgersi almeno per altri due anni». Nato nel 1969, l’anno della missione Apollo 11 e dello sbarco sulla Luna, studente del liceo “Cairoli” di Vigevano, Molina è tra i progettisti di questa sorta dibussola che, anziché avere come riferimento i punti cardinali, si orienta sull’intera mappa celeste. «La missione – spiega – consentirà di prelevare campioni e riportarli sulla Terra. Io, come molti colleghi, sono convinto che tra il 2034 ed il 2037 l’uomo arriverà su Marte. Comincerà una nuova era». Per raggiungere la meta la sonda InSight ha percorso 460 milioni di chilometri in circa sei mesi. La seconda fase della missione, denominata Exomars, consentità di trivellare i a due metri di profondità. «La ricerca di tracce di vita – dice Molina – deve avvenire nel suolo: in superficie, con le radiazioni, non potrebbero svilupparsi».