Quotidiano Nazionale logo
Quotidiano Nazionale logo
il Giorno logo
17 apr 2022

"La colomba di Alboino nostro segnale di rinascita"

La leggenda narra che fu offerta al re longobardo e salvò Pavia dall’assedio. I Vigoni, depositari dell’originale ricetta: in confronto al 2021 più acquisti

17 apr 2022
manuela marziani
Cronaca
Enrico Magenes, attuale amministratore della pasticceria Vigoni di Pavia (Torres)
Enrico Magenes, attuale amministratore della pasticceria Vigoni di Pavia (Torres)
Enrico Magenes, attuale amministratore della pasticceria Vigoni di Pavia (Torres)
Enrico Magenes, attuale amministratore della pasticceria Vigoni di Pavia (Torres)
Enrico Magenes, attuale amministratore della pasticceria Vigoni di Pavia (Torres)
Enrico Magenes, attuale amministratore della pasticceria Vigoni di Pavia (Torres)

di Manuela Marziani

Mai come quest’anno Pasqua simboleggia la rinascita. Dopo due anni trascorsi tra lockdown e restrizioni, i pavesi hanno voglia di tornare a muoversi, ma vogliono farlo rispettando pienamente la tradizione. Soprattutto a tavola. Lo confermano alla pasticceria Vigoni, depositari dell’originale ricetta della colomba di Alboino, il dolce che secondo la leggenda salvò Pavia da un lunghissimo assedio. Un dolce molto simile al panettone, ma che con la sua forma richiama la pace e che, a differenza della colomba classica si mantiene basso perché viene lavorato continuamente. "In confronto all’anno scorso – dice Enrico Magenes, amministratore di Vigoni – la colomba di Alboino si è venduta molto di più perché si poteva uscire, ci potevamo muovere". Così ti veniva anche in mente che potevi acquistare un dolce per le feste e poi, se ti dovevi spostare per trascorrere la Pasqua da parenti o amici portavi una colomba in regalo oppure ne facevi trovare una in tavola se qualcuno veniva a trovarti per passare la giornata con te. "L’anno scorso eravamo ancora chiusi, non era possibile far sedere le persone nel locale, quindi i pavesi giravano un po’ meno – aggiunge l’imprenditore –. Quest’anno potendo uscire si è venduta di più la colomba di Alboino, ma sono andate bene anche le nostre uova di Pasqua. Certo non siamo ancora ai livelli pre pandemia, però dopo due anni di disastro, siamo contenti, ci siamo tirati su almeno il morale. È la nostra rinascita".

Fermi per due anni, senza poter trascorrere la Pasqua con chi volevano, i pavesi non hanno cambiato i propri gusti, ma molto probabilmente hanno guardato molte trasmissioni di cucina pensando di poter replicare facilmente le ricette che venivano preparate. "In questi anni di chiusura trascorsi in casa - prosegue Magenes - la gente deve essersi soffermata molto su Mastechef o altri show del genere a tal punto da pensare di potersi mettere un grembiule e preparare piatti da re, quando non sa neppure da che parte si comincia per fare un dolce. Alla fine, però, ci rinuncia o comunque nelle occasioni speciali fa vincere sempre la tradizione. Di conseguenza è andata tantissimo la colomba di Alboino, ma anche la colomba classica, meno quella ricoperta di cioccolato come quella glassata con pasta mandorle che prima si vendevano molto bene e adesso per nulla. Anche nelle uova, si è venduto di più il cioccolato classico, al latte o fondente. È andato un po’ di più degli altri anni il cioccolato bianco, che da qualche tempo era bistrattato e in parte anche quello con le nocciole. E poi per i pavesi c’è l’agnello di sfoglia classica farcita col cioccolato o la crema. Questo è un classico che non ammette variazioni, con la crema al pistacchio, ad esempio, non si può mangiare".

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?