La dirigente Chiara Montanari mostra la finestra da cui sono entrati (Torres)
La dirigente Chiara Montanari mostra la finestra da cui sono entrati (Torres)

Bressana Bottarone (Pavia) -  «Non volevano neppure fare gravi danni, l’obiettivo era realizzare i video della loro bravata e pubblicarli sui social". Chiara Montanari, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo statale di Bressana Bottarone, spiega così l’episodio reso noto ieri dai carabinieri della Compagnia di Stradella, che hanno denunciato alla Procura del Tribunale dei minori di Milano, per i reati, in concorso, di violazione di proprietà privata e danneggiamento, due ragazzi di 14 e 15 anni. Nella serata di sabato scorso, 27 febbraio, dopo aver scavalcato la cancellata d’ingresso, si sono introdotti nella scuola media “Edoardo Palli“ in via IV novembre a Bressana Bottarone.

Hanno alzato la tapparella e forzato la finestra, riuscendo a entrare e raggiungendo la classe frequentata proprio da uno dei due ragazzi. Qui hanno danneggiato il mobilio e imbrattato le pareti con graffiti per poi spostarsi nella palestra, dove hanno sparso lo schiumogeno di un estintore. "Il danno maggiore – riferisce la dirigente scolastica – lo hanno fatto proprio con la schiuma dell’estintore, che è una sostanza anche tossica e molto impregnante, per la quale è necessario provvedere con una pulizia professionale". I due ragazzi avevano subito pubblicato sui sociali la diretta video della loro bravata. E sono così stati individuati facilmente, sia dalla scuola che dai carabinieri.

"Non avevamo ancora fatto nemmeno in tempo bene a renderci conto dell’accaduto – spiega ancora Chiara Montanari – che gli altri ragazzi della scuola ci hanno informati dei video comparsi sui social". Non c’è stata omertà né timore di ritorsioni? "No, non sono comunque dei bulli - risponde la dirigente - solo ragazzi che forse non si erano neppure resi conto della gravità di quello che stavano facendo. Hanno anche corso dei rischi, arrampicandosi fino alla finestra al primo piano: per fortuna non si sono fatti male. Tutto solo per ottenere consensi sui social". Ma non hanno neppure ottenuto lo scopo. "I video li hanno rimossi - conferma la dirigente scolastica - e, oltre alle denunce stiamo valutando i provvedimenti disciplinari nei confronti del nostro studente: deve riunirsi il consiglio di classe per decidere". L’episodio sarà anche lo spunto per affrontare a scuola riflessioni. "Non va sottovalutato - conclude Chiara Montanari - perché anche le necessità di cercare in questo modo consensi sui social possono nascere da un disagio, da una “invisibilità“ nascosta".