Il capannone incendiato a Corteolona
Il capannone incendiato a Corteolona

Corteolona e Genzone (Pavia), 17 gennaio 2018 - Qualche risposta c’è stata. Da Arpa e Regione, oltre che da carabinieri e magistratura. Nell’affollata palestra di Corteolona, ieri pomeriggio, si sono tenuti gli "Stati generali dell’Ambiente”, come è stato ribattezzato l’incontro su «Tutela dell’ambiente: tra etica e legalità» organizzato dal prefetto di Pavia, Attilio Visconti, dopo l’incendio divampato lo scorso 3 gennaio nel capannone in cui erano illegalmente stoccati rifiuti.

Lo stesso prefetto Visconti, nel suo intervento introduttivo, ha ribadito la «mappatura», chiesta a sindaci e forze dell’ordine, per effettuare controlli mirati a capannoni e casali dismessi, nell’ottica di prevenire altri simili casi. E la possibilità di utilizzare anche dei droni per questi controlli è stata confermata prima dall’assessore regionale all’Ambiente, Claudia Terzi, e poi dal direttore generale dell’Arpa Michele Camisasca. «Siamo partiti quattro anni fa - ha detto Camisasca - con le procedure per l’acquisto e lo scorso anno abbiamo formato nostro personale, che ha acquisito le competenze per pilotare questi droni professionali».

E anche sul personale da destinare ai controlli, dall’Arpa è arrivata un’altra notizia positiva: «Nel 2018 - ha infatti aggiunto il direttore generale - potremo acquisire tra le 60 e le 80 unità, grazie allo sblocco delle assunzioni». «Non siamo all’anno zero - ha sottolineato nel suo intervento l’assessore Terzi - e tanto negli ultimi anni è stato fatto, in particolare nel fare sistema con tutte le componenti delle forze dell’ordine e le istituzioni deputate ai controlli e al presidio territoriale. Ma anche per la pianificazione legata al ciclo integrato dei rifiuti, anche se su questo restano tante competenze esclusive statali, per le quali sarebbe invece auspicabile una maggiore autonomia normativa». Di rifiuti ha parlato il sindaco di Pavia, Massimo Depaoli: «Servono più impianti per il trattamento delle singole frazioni della raccolta differenziata, per togliere spazio a chi si muove nell’illegalità», mentre l’intervento del vescovo di Vigevano, Maurizio Gervasoni, s’è incentrato sull’etica.

«Gli strumenti normativi ci sono», ha sottolineato il procuratore generale della Corte d’appello di Milano, Roberto Alfonso, «Ma noi interveniamo quando ormai il danno è fatto, mentre serve più prevenzione» ha aggiunto Annamaria Gatto, presidente del Tribunale di Pavia. «I reati ambientali - ha ricordato il maggiore Massimiliano Corsano, comandante del Gruppo carabinieri per la tutela dell’ambiente di Milano - non sono fini a se stessi, ma all’illecito profitto di chi li compie».