Mortara (Pavia) -  Un caso che forse non ha eguali in tutto il Paese. Due dei maggiori incendi avvenuti nell’ambito della gestione illecita dei rifiuti registrati in provincia di Pavia nell’arco di poco più di quattro mesi hanno trovato una soluzione con l’identificazione dei responsabili. Giovedì scorso i militari della Guardia di Finanza e dei carabinieri forestali hanno effettuato tre arresti nell’indagine sull’incendio divampato il 6 settembre 2017 alla Eredi Bertè di Mortara, dove bruciarono più di 17 mila metri cubi di rifiuti, l’autorizzazione ne consentiva lo stoccaggio di circa un terzo; nell’ottobre del 2018, a dieci mesi dai fatti, erano scattati sei arresti inerenti un altro incendio quello che era avvenuto il 3 gennaio di quell’anno a Corteolona nel quale erano andati in fumo rifiuti speciali, vale a dire carta, plastica e gomma che erano stati stoccati abusivamente in un capannone, per evitare i costi dello smaltimento e guadagnare sul loro ritiro.

A fare da comune denominatore alle due indagini, le cui persone coinvolte sono state chiamate a rispondere della gestione illecita dei rifiuti, l’attività di un organismo che era stato creato appositamente per fare fronte a quella specifica emergenza sul territorio della provincia: il Pool Ambiente. A volerlo era stato l’allora procuratore capo di Pavia, Giorgio Reposo che aveva operato con l’allora prefetto Attilio Visconti.

«Non credo sia stato un caso – commenta Fabio Cambielli, per cinque anni alla direzione di Arpa Pavia oggi a Brescia – e penso che la costituzione del Pool Ambiente sia stato un passaggii determinante. Dell’organismo fanno parte un carabiniere scelto dei Forestali applicato alla Procura, l’ex responsabile del nucleo investigativo dei Carabinieri Forestali e lo stesso Cambielli, ai tempi responsabile dei controlli in provincia di Pavia. Il Pool contiene perciò tutte le competenze specifiche richieste in una indagine così complessa: quelle giuridiche, quelle investigative e quelle tecniche ambientali. "Chiaramente stiamo parlando di professionisti del settore – spiega Cambielli – con una specifica esperienza. In entrambe le indagini abbiamo avuto immediati dubbi sul fatto che si trattasse di autocombustione. Occorreva però dimostrarlo e ci siamo riusciti. Nel caso degli arresti di Mortara il Pool Ambiente ha operato al completo. Il dipartimento di Pavia – conclude l’ex responsabile dei controlli Arpa – è stato il primo in Lombardia ad aver avuto gli ufficiali di polizia giudiziaria, nomine avvenuto avvenute nel luglio del 2017 a seguito dell’incendio che aveva interessato la raffineria di Sannazzaro".