Pavia, 11 settembre 2018 - Cambio al vertice delle Fiamme gialle pavesi. Ieri mattina, nel cortile della caserma «Tenente Lillo» di corso Garibaldi, alla presenza del comandante regionale Lombardia, generale Piero Burla, si è tenuta la cerimonia di passaggio di consegne tra il comandante provinciale uscente, colonnello Cesare Maragoni, e il subentrante, colonnello Luigi Macchia. Dopo 5 anni e una serie di risultati importanti con indagini anche complesse, ultima quella sul caporalato nelle logistiche, senza dimenticare quelle sul malaffare scoperto all’interno dei vertici dell’Asm, il colonnello Maragoni lascia Pavia per assumere il comando provinciale a Cremona.

«Sono stati anni intensi per la mia vita professionale - dice l’ormai ex comandante provinciale della Guardia di finanza di Pavia - e ho trovato una città a misura d’uomo dove lavorare è stato facile, ringraziando per la disponibilità tutti i finanzieri». Il nuovo comandante provinciale, colonnello Luigi Macchia, arriva a Pavia dopo aver ricoperto il medesimo incarico a Caltanissetta, ultima tappa di una carriera che lo ha visto iniziare nei reparti Antiterrorismo in Veneto, proseguita con una lunga esperienza internazionale, 7 anni alla Commissione europea di Bruxelles come esperto nel settore fiscale-doganale, e poi al comando del Gruppo aeroportuale di Malpensa. «Il messaggio che voglio lanciare alla cittadinanza pavese - le prime parole del nuovo comandante provinciale della Guardia di finanza di Pavia - è un messaggio di continuità con il lavoro svolto dal mio predecessore, colonnello Maragoni, che ha ben operato qui per cinque anni.

Avrò un’attenzione particolare per le evasioni fiscali di carattere sostanziale e per le eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico». Obiettivi prioritari, nel solco del lavoro dei finanzieri negli ultimi anni, ben lontani dai semplici controlli degli scontrini fiscali. «Io metterei al primo posto - conferma il nuovo comandante provinciale delle Fiamme gialle pavesi - la lotta all’accumulo di patrimoni illecitamente formati, sia con le attività classiche della criminalità sia con la grande evasione fiscale».