Protesta per le barriere archittetoniche presenti in sala dell'Annunciata
Protesta per le barriere archittetoniche presenti in sala dell'Annunciata

Pavia, 12 luglio 2016 - Condotta discriminatoria nei confronti delle persone disabili. Per questo il tribunale civile di Milano ha condannato la Provincia di Pavia, che non consente ai disabili di poter usufruire appieno della sala dell’Annunciata. A rivolgersi ai giudici presentando ricorso è stato il Coordinamento dei problemi dell’handicap, rappresentato da Catia Pietra e assistito dall’avvocato Giuseppe Polizzi che ha messo in luce come lo spazio ristrutturato nel 2011 che ospita i consigli provinciali e numerosi dibattiti fosse accessibile ai portatori di handicap limitatamente alla platea che ha 140 posti a sedere, 2 dei quali per disabili, mentre era impossibile raggiungere la gradonata ad altezza variabile e i palchi oratori. Di conseguenza, secondo il giudice «l’attuale conformazione del luogo non permette agli utenti su sedia a ruote di accedere al palco oratori e alla retrostante piattaforma che ospita i banchi del Consiglio provinciale, entrambi raggiungibili, unicamente, da scale». Per rimediare, l’amministrazione ha acquistato un montascale mobile a cingoli. La prova pratica, però, ha rivelato che è idoneo a permettere l’accesso ai palchi, seppur con lentezza e difficoltà, alle sole sedie a ruote di tipo tradizionale, mentre non è adeguato per il trasporto di sedie motorizzate. 

Di conseguenza la decisione di installare un nastro cingolato per consentire l’accesso al palco dei soggetti disabili ne escludeva, di fatto, l’accessibilità a visitatori muniti di carrozzina elettrica e rendeva meno sicuro l’accesso delle persone con difficoltà motorie. Da qui il pronunciamento: «La Provincia deve far cessare la condotta discriminatoria e adottare una delle soluzioni proposte dal consulente tecnico d’ufficio». Soddisfatto il Coordinamento dei problemi dell’handicap: ««Dopo anni di appelli inascoltati – ha commentata Catia Pietra –, ora la Provincia è obbligata da un tribunale a far cessare la condotta antidiscriminatoria consistente nell’aver acquistato un cingolato mobile per superare le barriere architettoniche realizzate ex novo nella Sala dell’Annunziata. Un cingolato come quello voluto dalla Provincia non consente la piena accessibilità di tutte le persone con disabilità. Lo avevamo detto nel 2011 ma non ci hanno ascoltato».