Una fase del blitz dei carabinieri di Vigevano
Una fase del blitz dei carabinieri di Vigevano

Vigevano, 19 marzo 2015 - Impiegati, operai, professionisti, anche un sacerdote. Non c’era distinzione di classe sociale per i clienti delle prostitute – e in qualche caso dei loro protettori, che non disdegnavano di concedersi a pagamento a chi era disposto a pagare bene – sfruttate dalle due bande di romeni e albanesi la cui attività è stata stroncata la scorsa settimana dall’operazione ‘Alba Nostra 2’ condotta dai carabinieri di Vigevano. Di tutto c’è traccia nelle intercettazioni telefoniche, due milioni in tutto, che in quattro anni i militari del capitano Papaleo sono riusciti a raccogliere per fare luce sull’attività dei due gruppi malavitosi.

Tra i clienti ci sarebbe, ad esempio, un sacerdote che vive nell’hinterland di Milano e che incontrava uno dei protettori, che non aveva difficoltà ad avere rapporti con uomini. E sempre uomini erano anche alcuni clienti, tutti sotto la quarantina, che vivono a Mortara. Per incontrare le ragazze c’era anche chi era disposto a percorrere centinaia di chilometri, come un ricco imprenditore edile del Lazio, che si vantava di essere parlamentare, particolare smentito dalle indagini, che metteva generosamente mano al portafoglio per incontrare una ragazza in particolare, una venticinquenne romena nota con il soprannome di ‘Pissy’, una di quelle più richieste perché per nulla intimorita dalle richieste estreme che i clienti le rivolgevano. Ed era lei l’attrice principale del filmini di genere ‘scat’ che venivano registrati in un maneggio di Cilavegna e che venivano poi rivenduti attraverso siti Internet criptati.

Per quelle sue prestazioni, ma per altre ancora più aberranti, veniva ricompensata con cifre di denaro importanti, mentre erano i suoi clienti a sborsare anche migliaia di euro per volta per prendere parte a quelle performance estreme. Tra di loro anche un dentista sulla cinquantina, che ha il suo studio in Lomellina, e che la incontrava almeno una volta alla settimana. Sul fronte della indagini altri due rumeni ricercati sono stati arrestati all’esterno, uno in Germania e uno in Svizzera; i latitanti al momento sono ancora quattro ma su di loro è stato spiccato un mandato di arresto europeo e le polizie di mezzo continente li stanno cercando. Una pressione che, non è escluso, possa convincerli a costituirsi.