SORPRESA L’ingresso del negozio a San Martino

Pavia, 12 agosto 2018 – «Avevamo stampato le buste paga e ci aspettavamo anche i rimborsi del 730. Invece venerdì sera è arrivata la comunicazione dall’azienda che gli stipendi non sarebbero stati pagati». Una dei circa mille dipendenti dei supermercati delle catene Iperdì e Superdì, dopo le rassicurazioni ottenute nell’ultimo incontro con i sindacati in Prefettura, racconta la brutta sorpresa arrivata proprio a ridosso del week-end di Ferragosto.

«È da mesi che la situazione si trascina nella totale incertezza – racconta la donna, dipendente da oltre vent’anni – ma finora anche i sindacati ci dicevano che non si poteva fare molto, perché l’azienda pagava comunque gli stipendi. Adesso il mancato pagamento degli stipendi di luglio cambia radicalmente la situazione. Una beffa arrivata dopo le ultime rassicurazioni. E ora, con la settimana di Ferragosto in cui tutti gli uffici sono chiusi e non troviamo neppure interlocutori, dovremo aspettare a fine mese se non a settembre». «Con dispiacere si comunica – il testo della comunicazione inviata al personale dipendente nella serata di venerdì – che il rinvio a fine agosto delle trattative con le organizzazioni interessate ad alcuni punti vendita, non ci ha permesso, al momento, il pagamento delle retribuzioni di luglio. Speriamo di risolvere a breve tale situazione». Poche e succinte righe per comunicare l’esatto contrario di quel che era emerso nell’ultimo incontro avvenuto in Prefettura a Pavia, alla presenza dell’a.d. della Gca Generalmarket, Franco Culin, assistito dal consulente Francesco Raso, alla presenza dei sindaci dei Comuni nei quali sono presenti i 4 punti vendita in provincia (Pavia, San Martino Siccomario, Cigognola e Robbio). «Abbiamo dato atto che ad oggi sono stati garantiti gli stipendi del personale – confermava al termine dell’incontro il segretario generale Fiscat Cisl Pavia Lodi, Gildo Antonio Comerci – ed anche il dottor Gengaro della Prefettura ha voluto rassicurazioni da Culin affinché anche la mensilità di luglio venga saldata regolarmente».

Che sia cambiato tutto in poche ore, i dipendenti stentano a crederlo. «Ogni punto vendita ha una realtà differente – spiega la dipendente, in stretto contatto con i colleghi degli altri punti vendita – ad esempio quello di Pavia è già chiuso per presunte ristrutturazioni, quello di San Colombano chiude lunedì e dovrebbe riaprire il 3 settembre. Gli altri restano aperti ma con gli scaffali vuoti. Una situazione che si trascina da mesi, pesanti anche per noi lavoratori». L’azienda aveva riferito di trattative con competitor per la cessione di dieci punti vendita (compreso uno di Pavia) e sei sui territori di Varese e Como, mentre un’altra offerta per altri dieci punti vendita veniva ritenuta bassa e la vendita di tutta la catena veniva data «con poche probabilità di buon fine».