Pavia, 17 ottobre 2015 - Una situazione non più sostenibile che potrebbe portare a un ridimensionamento del San Matteo. Con questo spettro le organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Fials e la Rsu hanno deciso di preannunciare uno stato d’agitazione che potrebbe essere proclamato la prossima settimana. Perché, anche se entro la fine del mese torneranno a essere operativi due i reparti degli Infettivi, saranno ripristinati due letti in Rianimazione e le sale operatorie ridotte per le ferie torneranno a funzionare grazie anche all’assunzione di 4 infermieri e 4 Oss (operatore sociosanitario), il 99% dei reparti (pronto soccorso compreso) continua a funzionare come se ci fosse uno sciopero perenne. Saranno prorogati i contratti a termine in scadenza e l’amministrazione del San Matteo spenderà un milione, ma ancora non basta.

Manca il personale e dalla Regione non arrivano indicazioni su nuove assunzioni. Ieri la Giunta regionale ha deciso di destinare un milione 400mila euro all’Azienda Ospedaliera e oltre 2 milioni al Policlinico per rendere sempre più efficienti le strutture sanitarie pavesi, ma non ha parlato di personale. "Si spenderanno 22 milioni per i farmaci ad alto costo – sostengono i sindacati –, però non si potranno sostituire le 65 persone andate in pensione, le donne in maternità, senza contare che si sono registrati 6 decessi, 13 infermieri sono passati all’azienda ospedaliera e nel primo bimestre 2016, 30 persone andranno via".

E, se nel 2014 i dipendenti hanno accumulato 33mila ore di straordinari, a due mesi e mezzo dalla fine del 2015, saranno già a quota 30mila senza contare le ferie da smaltire e le ore da recuperare. Non solo, il 26 novembre scadrà anche una deroga e si dovrà applicare il decreto che prevede 11 ore di lavoro in 24, ma dai calcoli del Sitra mancano 100, 120 persone tra infermieri e Oss.