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13 apr 2022

Candia Lomellina, incubo amianto e decessi per mesotelioma: è allarme rosso

Da inizio anno morti un 56enne e un 63enne. Il sindaco: "Bonificheremo tutto l’abitato". Fondi dalla Regione

umberto zanichelli
Cronaca
Il sindaco Stefano Tonetti
Il sindaco Stefano Tonetti

Candia Lomellina (Pavia) - Preoccupazione. E paura. Sono due, dall’inizio del 2022, i decessi per mesotelioma pleurico, il famigerato “cancro dell’amianto”, che si sono registrati a Candia centro da 15mila abitanti della Lomellina ad una quindicina di chilometri di distanza da Casale Monferrato, il centro dell’Alessandrino dove aveva sede l’ex-stabilimento della Eternit. Si tratta di due uomini di 56 e 63 anni, nessuno dei quali svolgeva professioni che prevedevano il contatto con l’amianto. Eppure il mesotelioma, una neoplasia che si manifesta in meno dell’1% dei casi di malattie oncologiche e che ha tempi lunghissimi, può manifestarsi infatti anche dopo 40-50 anni dall’esposizione alle fibre di amianto, qui incide in modo preoccupante. Appena al di là del Po, nell’Alessandrino, i decessi per mesotelioma sono una cinquantina all’anno, uno a settimana. Numeri impressionanti.

A Candia c’è preoccupazione anche perché i numeri complessivi sono in aumento: negli ultimi 10 anni sono stati altrettanti, tra i quali anche il padre dell’attuale sindaco, Stefano Tonetti, che contro l’amianto è determinato a combattere. "Sul nostro territorio esistono strutture che hanno ancora parti in amianto – spiega –. La situazione più seria è quella che riguarda il cimitero. Ma ci sono anche diversi edifici sia comunali che privati che ancora hanno coperture in amianto". Ed è proprio per fare fronte alla loro rimozione in sicurezza e secondo i protocolli stabiliti, che l’amministrazione comunale del centro lomellino ha chiesto ed ottenuto dei finanziamenti regionali, una cifra vicina ai 250 mila euro, che consentiranno di programmare la bonifica di tutto l’abitato. A carico del Comune si sarà solo l’onere di presentare il progetto che attesti la fattibilità. In questo modo ogni singola lastra di amianto potrà essere rimossa e successivamente sostituita. Si tratta del massimo sforzo possibile per chi, geograficamente, è molto vicino al cuore del pericolo, appena al di là del fiume. E sul tema dell’amianto Candia ha sempre mostrato una particolare sensibilità: soltanto qualche anno fa, per esempio, era stato commissionato una sorta di censimento riguardante le coperture in amianto del territorio che aveva compreso anche una serie di strutture, per lo più capannoni dismessi e spesso pericolanti, dei quali è difficile anche risalire ai proprietari e per i quali la bonifica a spese pubbliche è risultata troppo onerosa. "Non mancano nemmeno gli abbandoni in aperta campagna – segnala il primo cittadino – da parte di privati ma anche da parte di chi, con pochi scrupoli e per pochi soldi, si presta ad uno “smaltimento“ ben lontano dai protocolli previsti".

 

 

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