La Guardia di Finanza  sigilla i silos di vino
La Guardia di Finanza sigilla i silos di vino

Broni (Pavia), 8 gennaio 2019 - Assemblea in teatro: gli oltre 500 soci del colosso «Terre d’Oltrepo» si ritroveranno il prossimo 16 gennaio, a partire dalle 15, presso il «Carbonetti» di Broni per decidere, soprattutto, su due punti. Uno quasi di routine ovvero la ratifica della nomina del nuovo consigliere, Cinzia Ferro di San Colombano al Lambro al posto del dimissionario Luigi Cagnoni, viticoltore oltrepadano ma che non ha alcun rapporto di parentela con Livio Cagnoni, ex top manager della cantina al centro della maxi-inchiesta sul falso vino Pinot grigio, e un altro punto, decisamente più sostanziale: aderire o meno alla richiesta di patteggiamento per quanto concerne la mega sanzione per illeciti profitti a carico di «Terre d’Oltrepo». Il conto è – come suol dirsi – «salato»: 18,5 milioni di euro come da accertamento della Guardia di Finanza.

Alla fine, se va in porto il patteggiamento, tuttavia, la cifra verrebbe ridimensionata, si fa per dire, fra i quattro o, più prevedibilmente, i sei milioni di euro (un terzo della somma accertata). Una stangata a prima vista, ma il management subentrato alla guida della cantina dopo lo scandalo del falso Pinot grigio si è ampiamente cautelato. In primis prevedendo un fondo rischi che è pari a 5,6 milioni di euro e, in particolare, con il sequestro conservativo ottenuto dalla sezione specializzata in materia d’impresa del Tribunale di Milano con sentenza che è datata 12 maggio 2017, nei confronti del ex top manager della cantina, Livio Guglielmo Cagnoni, della sua diretta collaboratrice, Pier Carla Germani, degli ex presidenti Antonio Mangiarotti e Pier Luig Casella e dell’ex vice presidente Graziano Faravelli. Nel dispositivo del Tribunale di Milano si legge che nei confronti di Livio Cagnoni a cui viene imputato, fra i tanti, l’uso improprio di somme della cantina anche per corsi di pallacanestro, il sequestro di beni mobili e immobili autorizzato è pari a 6,6 milioni. Di poco inferiore la cifra nei confronti di Pier Carla German nella cui abitazione furono ritrovate anche due chiavette Usb con dati della contabilità in nero mentre per Mangiarotti, Casella e Faravelli, il Tribunale ha autorizzato un sequestro conservativo di beni fino a 4,5 milioni di euro.