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7 mar 2022

Pavia, da ex paziente Oleg accoglie i piccoli malati in fuga dall'Ucraina

Un 24enne ucraino che si è fermato nella città a dove è stato curato, ora è tornato in oncoematologia e fa da interprete per piccoli arrivati da Kiev

m.m.
Cronaca
pavia - oleg il ragazzo ucraino di 24 anni tornato in oncoematologia pediatrica per fare da interprete ai bambini arrivati da kiev - guerra ucraina - torres
Oleg Romaniuctornato in oncoematologia pediatrica per fare interprete ai bambini ucraini

Pavia -  Non è stato necessario sprecare parole: quando Oleg ha saputo che alcuni suoi giovani connazionali stavano arrivando al San Matteo dove sarebbero stati curati, si è messo a disposizione. Per i piccoli pazienti seguiti da Soleterre, Oleg Romaniuc fa l’interprete. Curato in Policlinico dove cinque anni fa era arrivato privo di vista e con una grave forma di leucemia, il 24enne, ora che è guarit,o si è fermato a Pavia dove vive con la mamma. Ma non ha dimenticato che cosa ha vissuto e il trasferimento in un Paese diverso dal suo per sottoporsi alle cure, dovendo abbandonare il sogno di diventare medico.

Così, quando ha saputo che alcuni pazienti stavano arrivando, ha voluto essere presente all’aeroporto di Linate, dove sarebbero atterrati, per accogliere i ragazzi. E, dopo aver rimesso piede in oncoematologia, è rimasto lì fino a mezzanotte, quando il più piccolo tra i bambini di Kiev si è addormentato.

«Oleg durante il suo percorso di cure – fanno sapere da Soleterre – aveva ricevuto un supporto psicologico da parte del presidente Damiano Rizzi, con il quale è rimasto in contatto. Ora ha voluto offrire un supporto agli altri ragazzi, facendo da ponte in modo che il primo contatto con il nostro Paese fosse con un ucraino".

Oggi Oleg trascorre nel reparto diretto dal dottor Marco Zecca ogni suo momento libero, tra una lezione e l’altra per diventare fisioterapista. "Oleg parla con i ragazzi – hanno aggiunto i rappresentanti di Soleterre –, ascolta le loro necessità, ma li fa anche divertire. Appena ha saputo che Ivan, uno dei pazienti, suonava la chitarra, gliene ha portata una e insieme hanno cantato e suonato regalando un momento di spensieratezza a tutti i ragazzi".

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