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15 feb 2022

Nel Pavese arriva l’aviaria: abbattute 4.500 anatre

L’anomala morìa ha fatto scattare la segnalazione da parte dell’allevatore Zona di protezione in quattro paesi e sorveglianza per un raggio di 10 chilometri

stefano zanette
Cronaca
Il virus è esclusivamente veterinario e non riguarda la salute pubblica
Allarme aviaria

Arena Po (Pavia) -  Un’anomala morìa di anatre ha fatto scattare la segnalazione da parte dello stesso allevatore al Servizio veterinario di Ats Pavia. È emerso così un focolaio di influenza aviaria definito "ad alta patogenicità" (Hpai) che ha già portato all’abbattimento di 4.500 capi e all’istituzione di una zona di protezione in quattro comuni e una di sorveglianza nell’arco di 10 chilometri, per scongiurare l’ulteriore diffusione del virus.

La problematica è esclusivamente veterinaria e non riguarda la salute pubblica, anche se l’autorità giudiziaria ne è stata informata dall’Ats di Pavia. Non si tratta purtroppo di una situazione inusuale, anzi dagli ultimi mesi dello scorso anno si è scatenata una grande epidemia sia in Europa sia in Russia. In Lombardia, in base a quanto reso noto il 18 gennaio dall’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi in risposta a un’interrogazione del consigliere regionale pavese Simone Verni (M5s), "su 56 focolai di aviaria registrati sono 41 quelli già estinti".

Ma la situazione è in continua evoluzione, con notevoli rischi e danni per gli imprenditori del settore, che in Lombardia conta 1.200 allevamenti e 15 milioni di capi allevati. Il recente caso pavese risale alla scorsa settimana, emerso tra mercoledì 9 e giovedì 10 febbraio con i conseguenti provvedimenti già presi da Ats e resi noti agli organi preposti nella giornata di lunedì. È stato proprio l’imprenditore, consapevole dei rischi legati all’epidemia di influenza aviaria, ad accorgersi della morìa di anatre nel suo allevamento e a segnalarla subito al Servizio veterinario di Ats. Fatti gli immediati accertamenti, è stata confermata l’individuazione di un focolaio di influenza aviaria e sono scattate tutte le misure previste dai protocolli per bloccare l’ulteriore diffusione del virus che – anche se non crea alcun pericolo per l’uomo – causa gravi danni economici agli allevamenti avicoli.

Lo stesso Servizio veterinario di Ats Pavia ha infatti già proceduto all’abbattimento di 4.500 capi per debellare il focolaio nell’allevamento di anatre ad Arena Po. Con apposita ordinanza è stata immediatamente istituita la zona di protezione che interessa i territori comunali di Arena Po, Bosnasco, San Zenone Po e Zerbo. La fascia di sorveglianza si estende invece anche ai comuni limitrofi per un raggio di 10 chilometri. A proposito dell’influenza aviaria, l’assessore regionale Rolfi nel rispondere al consigliere Verni aveva lanciato una proposta a livello nazionale: "Credo sia giunto il momento anche per l’Italia di introdurre il vaccino contro l’aviaria. Lo sta già facendo la Francia. La filiera avicola va tutelata con ristori e investimenti".
 

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