Paolo Bottazzi
Paolo Bottazzi

Rivanzazzano (Pavia), 21 febbraio 2020 - Squalifica fino al 18 novembre per il tecnico Paolo Bottazzi e un’ammenda di 250 euro alla società US. Rivanazzanese calcio. Così ha deciso il giudice sportivo dopo la gara di domenica scorsa col Real Meda di under 15 femminile. Provvedimenti presi dopo il burrascoso match dello scorso week-end in Brianza dove il tecnico Bottazzi avrebbe stretto il braccio della giovane che arbitrava (così dichiarato dalla direttrice di gara sul referto e quindi scritto sul comunicato regionale lombardo) dopo che la stessa aveva convalidato una rete ai padroni di casa, gol arrivato durante il triplice fischio finale e quindi da annullare come da regolamento. E come poi verificato dalla stessa arbitra sedicenne che a referto ha scritto il risultato di 1-1.

Nella nota della giustizia sportiva, prima del provvedimento viene ricordato che il tecnico deve essere esempio, deve insegnare non solo comportamenti tecnici e le regole del gioco ma soprattutto deve trasmettere e far comprendere l’importanza del rispetto dell’autorità delle norme e dei principi di fair play, di lealtà, correttezza e probità. Il giudice, oltre a squalificare mister Bottazzi, ha comminato alla società Rivanazzanese l’ammenda di euro 250 euro per il comportamento aggressivo di un proprio tesserato a fine gara nei confronti dell’arbitro e perché un proprio sostenitore a fine gara ha minacciato pesantemente l’arbitro all’interno della zona spogliatoi prima di essere allontanato.

Nessuna dichiarazione da parte del tecnico sospeso. "Sono impegnato in un importante congresso", ha detto dribblando le domande. "Non ci aspettavamo carezze – ha dichiarato invece il presidente della Rivanazzanese Paolo Monastero –, accettiamo il verdetto del giudice sportivo in serenità. Questa è la decisione della giustizia e noi la rispettiamo. Come società dopo il fatto di domenica ci siamo trovati in una bufera e questo ci spiace perché il nostro club si è sempre comportato bene. Prenderemo comunque dei provvedimenti nei confronti del nostro tecnico che ritengo rimanga una persona seria. Nei prossimi giorni decideremo quali saranno". La giovane che aveva diretto l’incontro, nei giorni successivi all’aggressione, aveva riferito di essersi sentita protetta "soltanto dall’intervento di mio padre".