Voghera (Pavia), 24 luglio 2021 - "In ragione della modalità e delle circostanze del fatto di reato contestato, che, per come risulta allo stato ricostruito, riflettono la pericolosità dell'indagato, intesa come attitudine del medesimo a porre in essere reazioni sovradimensionate nel caso in cui si trovi in situazioni di criticità". Così la Gip Maria Cristina Lapi motiva le esigenze cautelari confermando gli arresti domiciliari a Massimo Adriatici, 47enne avvocato ed ex poliziotto, assessore comunale alla Sicurezza, accusato di eccesso colposo di legittima difesa per la morte di Youns El Boussetaoui, 38enne marocchino senza fissa dimora.

"Ciò che si vuole evidenziare - scrive il Gip nell'ordinanza - è che lo stesso Adriatici ha dichiarato di aver estratto la pistola dalla tasca in un momento in cui era ancora lucido e consapevole delle proprie azioni, prima che El Boussetaoui lo colpisse e prima dello stordimento. Tale azione appare decisamente spropositata a fronte di un uomo che lo stava aggredendo disarmato, nei cui confronti si è posto in una fase decisamente anticipata in una posizione predominante, ma in modo gravemente sproporzionato, e creando le condizioni perché si addivenisse all'evento nefasto che poi purtroppo è effettivamente accaduto".

Anche il fatto di portare in tasca la pistola senza sicura e col colpo in canna, come dichiarato da Adriatici, per il Gip "così vanificando in modo gratuito e arbitrario ogni accorgimento di cui le armi sono dotate proprio per evitare incidenti o usi impropri delle stesse". Adriatici è stato posto agli arresti domiciliari in un luogo diverso dalla sua abitazione a Voghera, per motivi di sua sicurezza, considerando che stavano anche già girando sui social network foto della sua casa.