Vigevano (Pavia), 16 marzo 2014 - Adesso ha paura. la guardia giurata di 38 anni che da qualche tempo frequentava assiduamente Assunta “Tina” Sicignano, la barista di 43 anni uccisa sabato scorso dall’ex convivente Francesco Albano, 71 anni, nel suo bar di corso Cavour, teme di poter essere oggetto di ritorsioni. Lo aveva detto a più riprese agli avventori del bar Psyco che la donna gestiva con la figlia maggiore e lo avrebbe riferito anche agli investigatori. Anche dopo che per Albano si sono aperte le porte del carcere l’uomo non sarebbe tranquillo. Avrebbe riferito di sentirsi seguito, forse addirittura della presenza di un’auto, la stessa, che ne segue i movimenti. La sua paura è che l’ex convivente di Tina Sicignano, oggi in carcere per omicidio, avesse intenzione di eliminarlo. 

Proprio la mattina dell’omicidio era stato lui ad accompagnare Tina al bar, con tre ore di ritardo rispetto all’orario che la donna aveva concordato con Albano che si era occupato dell’apertura mattutina. L’aveva lasciata a qualche decina di metri dal locale non immaginando che Albano fosse sul marciapiede opposto, dove si era posizionato per vedere da quale direzione e in compagnia di chi la donna arrivasse. E quando ha visto Albano dirigersi verso la sua auto, volendo evitare il confronto che inevitabilmente sarebbe nato, ha fatto inversione e se ne è andato a tutta velocità. 

In qualche modo quell’uomo gli faceva paura. Forse per questo ha poi telefonato a Tina. I due sono rimasti al telefono a lungo e la guardia giurata ha potuto ascoltare direttamente i primi momenti della furiosa litigata culminata poi con l’omicidio. Che Tina fosse al telefono è del resto un sospetto che anche Albano ha confermato ai militari del capitano Rocco Papaleo che lo hanno ascoltato nelle ore successive al fatto. «Ha pure il coltello» avrebbe detto la donna che, come al solito, utilizzava gli auricolari nascosti dai capelli. Da inizio settimana Tina Sicignano era andata via di casa e viveva da un’amica. Ma ad Albano aveva detto di avere affittato un monolocale in via Dante.

Per nulla convinto il pensionato aveva chiesto aiuto ad un avventore del bar, un egiziano, che aveva seguito Tina. Forse oggi l’amante teme che l’uomo abbia fatto lo stesso per impaurirlo. Intanto i carabinieri stanno sentendo gli uomini che con la barista vigevanese avevano intrecciato delle relazioni, tre in particolare sono quelli che la donna aveva frequentato. L’ex convivente, reso impotente da un gravissimo problema di salute tre anni fa, lo accettava e, anzi, in qualche occasione si era pure offerto di accompagnarla. La ricostruzione dell’omicidio è ancora al vaglio degli investigatori e quanto repertato sulla scena del crimine dovrebbe presto essere esaminato dei militari del Ris di Parma.

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