Casorate Primo, 17 gennaio 2012 - «La preoccupazione c'è, certamente. Ma non siamo in una terra di nessuno ». Gian Antonio Rho, sindaco di Casorate Primo, non vuol sentire paragonare il suo comune al far west o al Bronx. L'omicidio del 39enne albanese Sali Kutelli, ucciso con 5 colpi di pistola sabato sera in via Papa Giovanni XXIII, nel pieno centro di Casorate Primo, quasi di fronte all'ingresso dell'oratorio, ha suscitato in paese reazioni di preoccupazione, ma non di eccessivo allarmismo. «Quello che è accaduto - ripete il primo cittadino - è certamente molto grave. Ma sarei stato molto più preoccupato se fosse successo a un residente. Invece si tratta di una persona che era qui solo di passaggio, venuto a trovare una parente. Senza voler entrare troppo nel merito di quello che dovrà essere chiarito dalle indagini, mi pare che l'episodio non si inquadri in un contesto di criminalità locale. È un fatto singolo, isolato, che sarebbe stato certamente meglio se non fosse accaduto, ma che non deve essere interpretato come un sintomo di un'insicurezza che qui non si percepisce affatto».

 

Nonostante quello che è successo, vuol dire che le strade di Casorate sono sicure?

«Siamo in una zona di confine col Milanese - risponde il sindaco Rho - che non da ieri ma da sempre ha problematiche legate proprio a questa criminalità che dall'area metropolitana si spinge fin qui. Ma proprio per questo il territorio è ben controllato dalle forze dell'ordine: i carabinieri ci sono, si vedono con le loro pattuglie che girano in strada, sia di giorno che di notte. Fatti come quello di sabato sera, poi, possono purtroppo succedere, qui come altrove».

E la criminalità non è in aumento?

«No, non direi proprio. Ripeto, il territorio è ben controllato dalle forze dell'ordine. Che poi ci siano gruppi criminali che regolano i loro conti con le armi, è certamente un problema per tutti. Qui come a Vigevano».

La vittima era di nazionalità albanese: anche se non era residente, a Casorate ci sono molti stranieri?

«Sì, ce ne sono molti, soprattutto di albanesi. Ma sono qui da anni, si sono ben integrati, lavorano onestamente. Anche la cugina della vittima è una brava donna, che vive qui con il figlio da anni, non ha mai avuto né creato problemi. Se poi il cugino che era venuto a trovarla aveva contatti pericolosi con criminali, lo scopriranno le indagini dei carabinieri: siamo in buone mani».

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