Monza, 11 febbraio 2014 - Erano incapaci di intendere e di volere quando celebravano riti esoterici in casa alla presenza della figlia minorenne. Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Monza Anna Magelli ha assolto dall'accusa di sequestro di persona e prosciolto per infermità mentale totale dalle accuse di maltrattamenti in famiglia, resistenza e violenza a pubblico ufficiale la coppia di genitori monzesi scoperta lo scorso luglio dai carabinieri in stato confusionale durante la celebrazione di una specie di rito odinista casalingo, a cui era costretta anche la figlia tredicenne. Per i due, lui cinquantaduenne originario di Vaprio d'Adda e lei quarantatreenne nativa di Sesto San Giovanni, il giudice ha però disposto come misura di sicurezza il ricovero in una comunità terapeutica dove possano essere curati.  

A chiedere il loro rinvio a giudizio è stata il sostituto procuratore della Repubblica di Monza Stefania Di Tullio, il magistrato che era di turno quando i militari hanno arrestato papà e mamma per resistenza e violenza a pubblico ufficiale dopo che, al loro intervento, i genitori, ma anche la figlia minorenne, li hanno aggrediti a calci e pugni. I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Monza erano stati chiamati da alcuni residenti  che sentivano urla e strane invocazioni provenire dalla casa dei vicini. Quando i militari si sono fatti aprire la porta dell'appartamento, hanno trovato la coppia in stato confusionale insieme anche alla figlia minorenne. In una stanza, adibita a spazio di un rituale a Odino e con le finestre sigillate con del nastro adesivo nonostante il caldo torrido estivo, erano presenti numerosi barattoli di solventi sparsi ovunque, che lasciavano presupporre che la famiglia si fosse drogata ‘sniffando’ solventi.

Alla vista dei carabinieri la coppia aveva reagito in modo violento, aggredendoli, spalleggiata anche dall'adolescente. Per i genitori della ragazzina erano scattate le manette con l'accusa di resistenza e violenza a pubblico ufficiale (a cui poi si sono aggiunte anche le altre accuse) e il ricovero in ospedale psichiatrico dopo che la perizia sulle loro condizioni psichiche aveva fatto emergere la loro completa incapacità di intendere e di volere, mentre la figlia è stata affidata ai servizi sociali.

 

Stefania Totaro