Monza, 23 novembre 2012 - Il loro unico figlio, Antonello, promettente ricercatore scientifico ed ex tronista della trasmissione di Maria de Filippi "Uomini e donne", è stato ucciso a 31 anni nell'agosto del 2008 in Costa Smeralda, dove aveva trovato l'amore, investito da una Bmw guidata contromano dal ventenne monzese Matteo Sgariboldi.

Dopo 4 anni di battaglie per ottenere giustizia i genitori di Antonello, Walter Zara e la moglie, hanno accettato una transazione con la società di assicurazione dell'auto per circa 800 mila euro per i danni patrimoniali e morali, chiudendo una straziante causa civile davanti al Tribunale di Monza che era in corso da un paio di anni. Ora avvieranno un'altra causa per il riconoscimento di un risarcimento dei danni morali ai nonni di Antonello ancora in vita.

"Alla fine non c'è stata giustizia per Antonello. Solo una questione di numeri, di patteggiamenti e di risarcimenti - dichiara Walter Zara -. Abbiamo subìto una grossa delusione dal Tribunale di Tempio Pausania per il patteggiamento, dalla famiglia del ragazzo che ha investito Antonello, che non ci ha mai voluto incontrare e persino dagli stessi avvocati. Mia moglie non ce la faceva più a sopportare tanto dolore e dopo 4 anni questo è il risultato".

L'investitore ha infatti patteggiato al Tribunale di Tempio Pausania una multa di 231 euro per eccesso di velocità e perchè andava contromano e il ritiro per 18 mesi della patente. Secondo la ricostruzione dell'incidente accaduto il 7 agosto del 2008, erano le 4 del mattino quando Matteo Sgariboldi alla guida della Bmw intestata alla società del padre imprenditore a Monza, aveva invaso la corsia opposta dove viaggiava lo scooter condotto da Antonello, che trascorreva il suo ultimo giorno di vacanza con la fidanzata. Un impatto violento e la testa che sbatteva su un masso.

L'investitore non sarebbe neanche stato sottoposto al test per l'assunzione di alcol o droga, accertamenti che sono stati eseguiti invece su Antonello e sono risultati negativi. I genitori di Antonello Zara hanno presentato denuncia contro gli agenti di polizia intervenuti all'incidente, ma il procedimento è stato archiviato.

Comunque Walter Zara non ha alcuna intenzione di arrendersi. "Ora voglio rivolgermi alla Corte Europea di Strasburgo per fare riaprire il caso della morte di mio figlio e continuo anche a combattere perchè venga riconosciuto il reato di omicidio stradale. O almeno si disponga la cancellazione a vita della patente di guida a chi commette questo reato. Perchè almeno un segnale concreto bisogna darlo per evitare che avvengano altre stragi sulle strade".

Anche Walter Zara e la moglie hanno partecipato quest'anno alla visita al Papa in occasione della giornata in ricordo delle vittime della strada e proprio recentemente Walter Zara è andato in tv a testimoniare la sua tragica esperienza a 'Mattino 5' e a 'La vita in diretta' in occasione dell'ultima vittima rimasta sull'asfalto, la scout travolta da un'auto guidata da un ubriaco. "Ho lanciato una provocazione - aggiunge Walter Zara - Se i politici non vogliono fare passare questa legge, mi farò promotore di una petizione via internet perchè non si vada a votare".

di Stefania Totaro