Autodromo di Monza
Autodromo di Monza

Monza, 9 luglio 2014 - Non sarebbe soltanto una delusione sportiva. La temuta perdita del Gran premio di Formula Uno avrebbe pesanti effetti collaterali sul fronte occupazionale. Un’ipotesi che verrebbe a costare alla Brianza «almeno 500 posti di lavoro direttamente collegati all’evento sportivo», calcola Marco Viganò, segretario generale della Cisl Monza Brianza Lecco. E nello stesso tempo condanna come «deplorevole l’atteggiamento di chi sta giocando sul rinnovo del contratto all’Autodromo di Monza, dando fiato alle voci su possibili spostamenti della corsa in altri circuiti». Perché «è deleterio confondere i piani della discussione, trovando scuse per far cassa o per interessi che nulla hanno a che vedere con lo sport», continua Viganò. Che poi riprende, nella sostanza, l’invito rivolto una manciata di giorni fa dal sindaco di Monza Roberto Scanagatti al patron della Formula Uno: «Bernie Ecclestone dovrebbe fare un passo indietro per il bene della Formula Uno stessa e per il suo rilancio, che passa necessariamente da Monza».

Del resto «la storia automobilistica italiana, in particolare quella dell’alta velocità, è fortemente legata a questa città e alla sua pista  ribadisce il segretario Cisl . In un momento difficile anche per il mondo legato agli eventi sportivi automobilistici, questa sortita rischia di allentare ancor di più l’interesse popolare. Il Gran premio d’Italia corso a Monza è da sempre nella tradizione della gente e dei tifosi, in particolare di quelli che sostengono le “rosse” di casa». Oltretutto «il circuito brianzolo, per la sua posizione geografica e per la vicinanza agli aeroporti milanesi, è sempre stato una meta privilegiata per gli appassionati provenienti da tutta Europa». E legato a doppio filo c’è il discorso non solo dell’indotto ma anche delle opportunità di lavoro che la preparazione e lo svolgimento della gara creano nei più svariati comparti, dall’accoglienza alla logistica, dalla ristorazione all’abbigliamento. Il Gran premio «è indubbiamente un volano di attività economiche importanti per la nostra realtà territoriale, che è necessario mantenere e maggiormente qualificare.

Sotto questo profilo, non si può gridare al lupo e, dall’altra parte, non trovare quelle coesioni necessarie affinché il rischio del trasferimento del Gran premio sia neutralizzato. Riprendere in mano il proprio destino è un compito importante per la classe dirigente di Monza e Brianza, anche, e soprattutto, in questa fase  il monito di Viganò . Non si perda perciò tempo in chiacchiere e inutili distinguo e si faccia squadra per respingere le provocazioni e continuare a mantenere l’eccellenza dell’Autodromo e del Parco, investendo in qualità e prospettiva per l’insieme del territorio».

marco.galvani@ilgiorno.net