Monza, 17 maggio 2016 - Pallone, quanto ci costi. Cosa non si fa per permettere a una piccola squadra di continuare ad esistere.... Brianza, anno di grazia 2016. Un enorme stadio - degno forse di partite di Serie B - ospita i match dei biancorossi del Monza, 104 anni di storia, nella poco nobile Serie D, dopo fallimenti, sospetti di bancarotta e cambi al vertice da far apparire nulla il via-vai di una porta girevole d’albergo. Al Brianteo, le partite - salvo sorprese - si giocano sempre davanti a uno sparuto ma solido gruppo di irriducibili. Per il resto, gradinate vuote. Eppure? I sogni non si interrompono.

E il Comune continua a sostenere il Monza, anche dal punto di vista della moneta sonante. Che poi, sarebbero le nostre tasse. Un esempio? Nessuno ha chiesto di restituire spese che sono finite nel calderone dei fallimenti. Comprese le bollette delle utenze a centro spostivo e stadio, che le vecchie proprietà non hanno pagato. E oggi, a distanza di una stagione dal crac, il Comune va sul mercato a cercare un gestore per lo stadio. Deve essere una squadra di Monza iscritta a un campionato nazionale di calcio. Ovvero il Monza. Il costo? Scontato. Ventimila euro più iva all’anno. L’anno scorso erano circa 50mila. Ma chi prenderà la struttura dovrà accollarsi anche i lavori di manutenzione. Il calcio, si sa, è la prima passione degli italiani. La seconda è lo sconto.